
Sono tante le piazze in giro per il mondo che hanno una loro identità: Times Square a Manhattan, per esempio, che un ministro della cultura littoria, tale Sangiuliano, spiegava essere a Londra, o Piazza San Pietro a Roma, dove la tradizione narra che gli antichi romani avevano crocifisso San Pietro a testa in giù, o Piazza Loreto a Milano dove i meno antichi meneghini avevano sicuramente appeso a testa in giù qualcun altro che non era certo un santo. Ma queste sono tutte piazze con una loro identità che si è via via definita nel tempo. Ora prendete l’attuale Piazza Giovanni XXIII di Monza Triante. Cosa mi rappresenta? Si chiama piazza ma è solo una confluenza, sempre intasata di macchine, di più strade verso la via Cavallotti, con i pedoni che l’attraversano guardandosi a destra, sinistra, davanti e di dietro, con una parte pedonale utilizzata come… parcheggio e deiezione per cani. Insomma, più che una piazza direi che si tratta di un grande incrocio multiplo che la gente del quartiere attraversa sempre con timore di essere arrotata, fa quello che deve fare e poi torna subito a casa.
Bene, dimenticate tutto questo, fate finta di lanciarvi dalla vostra finestra di casa e, volando come Peter Pan a volo d’uccello, avvicinatevi lentamente alla nuova piazza cercandola dall’alto. All’inizio non la troverete. Vedrete solo chiome di alberi, ma abbassandovi di più si aprirà al vostro sguardo la nuova Piazza Giovanni XXIII. Wow! lo spazio pedonale si è allargato sino
alla Cavallotti grattugiando superficie qua e là; tutta l’area è ridisegnata con spazi verdi, alberi nuovi (quarantadue), panchine, un’edicola che potrà anche diventare punto ristoro, percorsi pedonali e ciclabili ovunque - i parcheggi si trovano ora in viale Europa che diventa anche senso unico - la via Veneto si inserisce nella Cavallotti dove c’era l’edicola, il traffico scorre, carsico, quasi silenzioso, lateralmente alla piazza ed i passaggi pedonali, ben disegnati, con la gente che vi transita tranquilla. L’illuminazione, tutta nuova, si potrà gustare alla sera.
Fuor di metafora, la piazza diverrà luogo di sosta, passeggio, lettura, chiacchiericcio, punto di riferimento per appuntamenti, per partenza di gite in bicicletta, per un caffè o un aperitivo, luogo di eventi, eccetera, insomma la piazza comincerà a vivere e a far vivere il quartiere. Il traffico irregolare proveniente dal viale Lombardia tramite i valichi (vietati) di via Andrea Doria oltre che dagli incroci (vietati) di viale Lombardia con Montelungo e Vittorio Veneto, che oggi incanalano migliaia di veicoli che non dovrebbero esserci, sarà contrastato con opportune telecamere. I furbetti del quartierino sono avvisati. Il resto del traffico sarà regolato da nuovi impianti semaforici che dovranno necessariamente essere via via sincronizzati al meglio.
Un paio di cartelli per vietare le deiezioni canine non guasteranno.
I lavori cominceranno prima dell’estate e proseguiranno per circa un anno. Il Circolo 4 del Pd organizzerà, a piazza finita, una mostra che percorrerà la storia del quartiere dall’epoca della cascina Triante sino ai giorni nostri.
Questa piazza, la cui idea di partenza si inserisce nella corrente internazionale di pensiero che vuole piazze con spazi pedonali sempre più ampi e traffico limitato, ben recepita dai nostri amministratori, sarà il prototipo, si spera, per altre opere del genere nella nostra città.
Auguro sinceramente che tutto possa andare per il meglio e che la nostra Assessora Irene Zappalà, che ha messo molto impegno in questo progetto recependo tutte le osservazioni dei cittadini durante le tante assemblee di quartiere, e tutti noi, si possa essere orgogliosi di vedere fra un anno l’opera finita e a disposizione della collettività.
Francesco Achille




