Ora veniamo a sapere che Donald J. Trump, presidente degli Usa, vende il suo vino (Trump Wine), il suo sidro (Trump cider), oltre a scarpe, coperte, felpe, ecc. all’esercito americano, tutto esentasse asfaltando in questo modo la concorrenza che invece è costretta ad operare in area pubblica. Qualcuno gli ha fatto i conti in tasca – giacché è l’unico presidente a non aver resa pubblica la sua dichiarazione dei redditi – e sembra che tra bibite, speculazioni in oro, criptovalute (Official Trump), operazioni immobiliari e varie, questi mesi di presidenza gli abbiano fruttato qualcosa come 3, 5 miliardi di dollari.
Ve lo immaginate Mattarella o anche Meloni a trafficare in merci per fare soldi?
D’accordo, in Usa è così. Chiunque è autorizzato, anzi motivato dalla propria religione protestante a dimostrare le proprie capacità diventando ricco, ma questo non vi sembra un po’ troppo?
Da uno che è di discendenza tedesca (da parte di padre) e scozzese ( da parte di madre) e che non esita ad attaccare l’Europa, che ammicca al macellaio russo con cui se la intende benissimo e dileggia l’aggredito Zelensky, che ha armato il macellaio israeliano fino all’ultimo giorno, che ha mire espansionistiche sulla Groenlandia, Panama, ed il Canada ( stessa faccia stessa razza di Putin) e chissà su quante altre parti del mondo (Palestina?), il cui unico fine in terra è di arricchirsi, da uno così, dicevo, ci possiamo aspettare che il Diritto Internazionale abbia qualche senso per lui come lo è per noi europei?
Non passerà molto tempo prima che l’Europa sia vista da Donald e compagni come il peggior nemico.
Con tutte le conseguenze del caso.
Francesco Achille




