La storia del nostro paese, a partire dalla fine dell’ottocento quando iniziarono le lotte operaie organizzate dai socialisti e dai cattolici, è costellata di vicende che hanno ormai cristallizzato nell’ambiente cosidetto “di sinistra” la diffidenza verso decisioni autoritarie sull’ordine pubblico, fatte di leggi, interventi di polizia e quant’altro possa somigliare ad una deriva democratica che ricordi tempi bui già vissuti.
Tanta acqua è passata sotto i ponti e tanta è stata l’evoluzione della nostra società. Oggi i tempi sono profondamente cambiati: da un lato è cresciuta una progressiva democratizzazzione delle forze dell’ordine (oggi non si spara più contro i cortei operai, almeno sino ad oggi…), dall’altro è cresciuta anche una progressiva consapevolezza da parte della politica che certi argomenti in campo sociale vanno affrontati con misure non repressive ma preventive.
La destra politica ha sempre costantemente alimentato nel nostro paese la paura del “disordine” pubblico, perché storicamente questa paura le serviva per supportare leggi sempre più restrittive in termini di libertà individuali che servivano a loro volta – e servono – per mantenere il potere, ma poco per eliminare le cause del “disordine” che è organico alla sua stessa esistenza.
Il senso di sicurezza è la base per una convivenza civile e democratica di una comunità, e se questo senso di sicurezza manca, un buon Amministratore deve provvedere.
A Monza la Giunta comunale di centrosinistra, stante le limitate risorse delle forze dell’ordine, in particolare Polizia di Stato e Polizia Locale, - ma ormai lo sappiamo tutti chi sono gli evasori fiscali che prima sottraggono allo Stato decine di milardi di tasse non pagate e poi si lamentano per la carenza di “sicurezza”- ha preso la storica decisione di appaltare un certo servizio di sorveglianza delle strade cittadine a mezzo di un gruppo di addetti privati che nei giorni più caldi della settimana pattugliano le strade considerate meno sicure. Sono gli Street Tutor, che hanno ricevuto il compito di presenziare il territorio. In altre città l’esperimento è riuscito e l’”escalation di violenza”, come la chiama la destra, è diminuita.
Ora, dopo questa decisione, la destra monzese si è scagliata contro la Giunta Pilotto, rea di non aver osservato certe procedure amministrative, eccetera, eccetera. Lab Monza si è trovata ad un certo punto sullo stesso treno di questa parte politica ma, per fortuna, si è accorta in tempo ed è scesa alla prima stazione, speriamo convintamente.
Resta questa destra monzese che, come da tempo in Italia la destra nazionale pare aver perso l’orizzonte liberaldemocratico ed europeo di una volta e si è ridotta ad essere una pattuglia di reduci del fascismo, di razzisti e di evasori fiscali che campa solo grazie alle divisioni nel centrosinistra, così a Monza quella nostrana si addentra in un percorso cieco di opposizione alle decisioni della Giunta Pilotto senza accorgersi che si trova in un percorso per lei antistorico e quindi scopertamente strumentale alla mera opposizione, fosse anche a quelle delibere che probabilmente avrebbe preso lei stessa nelle medesime circostanze.
O forse questa destra avrebbe lasciato la città in mano ai maranza senza far nulla?
Andiamo, su, ampliate gli orizzonti, crescete nelle idee e fate qualcosa di positivo per la città. Grazie.
Francesco Achille




