Dove sta andando il mondo?

 

È ora che diciamo qualcosa sulle guerre in atto e su quelle che verranno.

Il macellaio Putin, inseguito da un mandato di cattura internazionale, continua imperterrito ed impunito a massacrare civili ucraini anziché combattere una leale guerra contro obiettivi militari, sia pur in veste di aggressore. Sino a quando gli sarà consentito? È indubbio che se l’aggressione russa dovesse andare a buon fine e consentire l’annessione delle regioni più ricche dell’Ucraina ciò costituirebbe un pericolosissimo precedente per tutti. Non per nulla il palazzinaro americano diventato presidente degli Stati Uniti minaccia di annettere “con le buone o con le cattive” la Groenlandia, che è territorio della Danimarca e cioè di un paese della Nato, vuole costruire a Gaza, e vuole anche andare a  sfruttare le risorse minerarie dell’Ucraina (che se vanno in America non andranno in Europa). Come dire: avvoltoio tra gli avvoltoi.

L’altro macellaio, Netanyahu, anche lui inseguito da mandato di cattura internazionale, ormai ha bombardato in Palestina tutto quello che c’era da bombardare provocando la morte di quasi 60.000 innocenti, per non parlare dei feriti e di tutti quelli che non hanno più una casa. Vuole indietro gli ostaggi? Dubito, perché la guerra lo tiene in vita. Ma se anche fosse, prima di tutto cominci lui a rilasciare gli ostaggi in sue mani, cioè tutti quei cittadini palestinesi  “detenuti senza motivazione”, esattamente come lo sono gli ostaggi israeliani in mano di Hamas. Secondariamente sarebbe stato più opportuno che anziché mandare l’Idf (l’esercito israeliano) a tutelare i terroristi ebraici (che, ricordiamo, nei primi nove mesi del 2023, anno della strage di Hamas, hanno trucidato più di 500 abitanti della Cisgiordania, cristiani e musulmani, nella completa indifferenza del mondo occidentale), sarebbe stato più opportuno -  dicevo – arrestarli, essendo degli assassini. Perché prima o poi i peccati si scontano. Forse che i palestinesi devono lasciarsi cancellare dalla faccia della terra? Ricordiamoci che c’è una risoluzione dell’Onu n.181 del 1947, ancora disattesa, che assegna uno Stato anche a loro.

Uno Stato, non un cimitero.

In tutto questo baillame che celebra la morte del diritto internazionale, ogni paese ha capito che può aggredire il proprio vicino per rubargli la terra, le risorse o l’acqua. Sono almeno una novantina quelli coinvolti in conflitti più o meno armati, mentre i restanti cento paesi del pianeta si stanno armando in previsione di una aggressione o di una difesa.

Sappiamo che La Cina, che sino ad oggi ha svolto un ruolo di mediazione, ha mire su Taiwan e su una miriade di isole e isolette strategiche (come dice Trump) per la sua sicurezza. E chi potrebbe condannarla se dovesse decidere che è arrivato il momento di muoversi?

Insomma, stiamo entrando in una jungla dove i piccoli saranno divorati.

E allora a chi rivolgerci? All’Europa che non esiste? All’Onu che non è mai esistito?

A Dio? Si, forse, ma se esiste che  faccia qualcosa in fretta, perché non sappiamo più a che santo votarci.

 

 

Francesco Achille

 

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