Ha suscitato grande scalpore la notizia, apparsa su un quotidiano cittadino, che l’Assessore Moccia, leader del Movimento Moccia per Monza, dichiaratamente cattolico e progressista, vanti un imponibile di oltre 200 mila euro (vergogna!), cifra che non raggiungono insieme neppure sindaco e vicesindaco. È veramente un affronto per quei poveri cittadini che tirano la carretta tutti i giorni per quattro soldi come il 90% dei contribuenti che denunciano sotto i 35 mila euro di imponibile, parlo di artigiani e commercianti come tassisti che dichiarano dai 9000 ai 20000 euro, elettricisti e falegnami che guadagnano intorno ai 21000 euro, baristi e ristoratori che guadagnano ancora meno dei loro camerieri, da 9000 a 21000 euro. Poveretti! Per non parlare poi di notai, dentisti, avvocati, piccoli e grandi imprenditori, eccetera, su cui stendiamo un velo pietoso.
In questo paese quelli che dichiarano tutto quello che guadagnano stanno in cima alla classifica. Ma se guardiamo bene, vedremmo, per esempio, che una persona che per 40 anni ha fatto il suo dovere come magistrato, ora in pensione, e che in questa Giunta fa l’Assessore, somma evidentemente due retribuzioni che gli spettano.
Se tutti dichiarassero quello che guadagnano, probabilmente la classifica dei redditi si capovolgerebbe, ma questo non farebbe notizia. Per i quotidiani da cassetta è molto più lucroso denudare il re e la sua corte in prima pagina anziché denunciare i veri re che si nascondono – ma guarda - fra i lettori delle proprie pagine.
La Pantera rosa




