Trascrizione Consiglio Comunale del 28 ottobre 2024

COMUNE DI MONZA

CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 OTTOBRE 2024

PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Allora do la parola al Segretario Generale per l'appello.
SEGRETARIO GENERALE DOTTOR BARBERA FRANCO ANDREA
Grazie Presidente, buonasera a tutti.
(Segue appello nominale)
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Allora siamo presenti in 27, quindi possiamo iniziare i lavori e ascoltiamo l'inno.
(Segue inno nazionale)
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Chiedo per cortesia la disponibilità dei Consiglieri De Luca, Galli non c’è, Villa,
Bernasconi a svolgere le funzioni di scrutatori... De Luca è disponibile, Bernasconi Paola e
Simone Villa. Grazie.
Allora stasera iniziamo i lavori con la fase preliminare per dar modo a tutti di
intervenire secondo le proprie necessità e i propri desideri, chiedo a tutti di rispettare i 5
minuti.
Stasera vorrei essere un po' rigorosa appunto per dar modo a tutti di intervenire perché la fase
preliminare siamo tutti chiamati a contenerla nei 60 minuti che erano previsti, per poter
svolgere con più serenità l'oggetto della seduta di questa sera che è il Consiglio straordinario.
Per cui appunto chi si vuole iscrivere per parlare può farlo adesso.
Consigliere Gentile prego.
CONSIGLIERE GENTILE LORENZO
Grazie Presidente, intervengo per presentare un'interrogazione all'Assessora Fumagalli.
L'anno scorso, in questo periodo se non vado errato era stato presentato il progetto
“Nettamente meglio.” Personalmente l’ho ritenuto un progetto estremamente importante
perché si rivolgeva alle fasce giovanili più deboli e più a rischio.

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Oggi il Consiglio sarà incentrato sul tema sicurezza e se si va a vedere i ragazzi che vengono
coinvolti di più nel fenomeno banalmente delle baby gang, si potranno notare diversi elementi
in comune, il primo è l'appartenenza a delle realtà disagiate di abbandono.
Appunto le realtà amministrative è importante che si impegnino in questo senso, soprattutto
quelle regionali e nazionali per motivi ovviamente di fondi a disposizione e interrogo quindi
l'Assessore per sapere se anche quest'anno ci sarà la disponibilità per il Comune di attivarsi per
un progetto in continuità con quello dell'anno scorso.
Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Longo, prego.
CONSIGLIERE LONGO MASSIMILIANO
Buonasera a tutti, io utilizzo questi minuti innanzitutto per salutare una persona che ha
lavorato in questo Palazzo e per questa città per diversi anni, per tanti anni, non tantissimi
perché giovane, parlo di Sara Mongelli e dal momento che ho avuto la fortuna di averla accanto
quando ho svolto la funzione di Assessore alla Cultura, mi piace e ritengo anche giusto farlo,
ringraziarla per l'immenso lavoro che ha fatto con passione e competenza.
Ha svolto vari ruoli durante il mio “mandato”, tra virgolette, si è occupata sia di marketing
territoriale, poi di cultura e poi alla fine del mio mandato si è occupata dei musei civici,
sempre con grande passione perché non guardava l'orologio, vi assicuro. Io sono anche difficile
da gestire per le tante idee che avevo e lei non si è mai tirata indietro e quindi io la ringrazio
veramente per tutto il lavoro che ha svolto e ha continuato a fare anche con questa
Amministrazione.
Sono anche felice dell'opportunità che le si è aperta perché ha vinto un concorso
importante e andrà a lavorare alla Farnesina e andrà a rappresentare poi il nostro Paese nel
mondo, cioè la cultura.
Finalmente forse abbiamo capito che bisogna esportare un bene che abbiamo e importante e
lei sarà una di quelle persone che lavorerà alla Farnesina e si occuperà proprio di questo.
Mi dispiace che non lavori più con questa Amministrazione, con questa città, perché penso che
per noi sia sicuramente una grossa perdita e mi dispiace che non abbiate fatto di tutto per
cercare di convincerla a rimanere.
Probabilmente questa decisione l'avrebbe presa lo stesso, ma penso che non c'era, non
posso escludere che ci fosse una possibilità invece di fare in modo che lei continuasse a
impegnarsi come sempre ha fatto con grande impegno, con grande competenza, con grande
passione per quello che le piaceva fare, occuparsi di cultura e soprattutto del Museo Civico.
Dopodiché mi rivolgo al Sindaco solo perché penso che conosca bene questa realtà, quindi
chiedo a lei, signor Sindaco, di occuparsi del liceo Zucchi, non inteso come scuola ma inteso
come edificio, perché come ben sa questo edificio è stato ristrutturato nel tetto per tre quarti,
manca un quarto, quello prospiciente a piazza Trento e Trieste.
Questo quarto sta generando grossi problemi.
Prima si è rimediato mettendo dei ponteggi attaccati alla facciata, orribili, però purtroppo di
fronte a un'emergenza si è pensato di fare questo.

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Adesso, nonostante questi ponteggi che circondano la parte che non è stata recuperata, parte
di intonaci di tetto sono comunque crollati qualche settimana fa e fortunatamente non si è
fatto male nessuno.
Adesso, nei primi giorni erano state messe ulteriori transenne sulla strada che
impedivano di passare sotto il tetto, poi si sa come va a finire, man mano che passano i giorni
queste transenne sono state messe adiacenti alla facciata quindi non ricoprono più il ruolo che
dovrebbero ricoprire.
Allora io so bene, come sa bene lei, che le scuole superiori in teoria non dovrebbero
essere di competenza del Comune, ma al Liceo Zucchi invece c’è una situazione che deve
essere risolta.
L'edificio non è di proprietà della Provincia, la Provincia non può intervenire.
La Provincia è già intervenuta perché tre quarti del tetto l'ha riparato ma non può fare di più e
non penso che ci sia bisogno di aggiungere altro perché voi da amministratori sapete bene
quello che sto dicendo.
Bene, signor Sindaco, chiedo a lei di risolvere questa impasse, bisogna o lasciare l'intera
proprietà dell'edificio alla Provincia oppure prendersene carico.
Non possiamo più...
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Mi pare che il problema sia stato bene illustrato e il Sindaco ha preso nota.
Consigliere Deluca, prego.
CONSIGLIERE DELUCA VILLY GIUSEPPE
Grazie Presidente.
Solo per prendere la parola, per ricordare che il 13 ottobre scorso a Monza c'è stato un evento
che ritengo importante, che sia molto utile dargli visibilità che riguarda l'apertura diciamo alla
cittadinanza dell'ospedale vecchio ex San Gerardo Umberto I, un'iniziativa organizzata
dall'Associazione Culturale Nazionale Ospedali Vecchi che ha avuto modo anche di richiamare
ad un confronto, un dibattito i vari soggetti che saranno coinvolti diciamo nella riqualificazione
dell'area.
E’ stato un momento interessante perché si è parlato del ruolo dell'ospedale vecchio nella sua
evoluzione sia nel contesto diciamo cittadino che proprio nella sua trasformazione dal punto di
vista sanitario.
È stato anche un momento in cui si è potuto visitare i padiglioni e verificare anche, in qualche
modo, l'attuale stato di conservazione e di degrado.
Nell'ambito appunto dell'Accordo di Programma rivisto secondo quelle che sono le previsioni
anche della Legge Regionale 22 del 2021 sulle case di comunità e l'ospedale di comunità si è
parlato anche di questo tema e oltre alla definizione dell'area dove andranno ad insediarsi il
Comando Provinciale dei Carabinieri.
Ritengo personalmente che nella nuova definizione dell'accordo di programma siano in qualche
modo state recepite quelle che erano le esigenze e bisogni dei cittadini del quartiere
preoccupati con i vecchi accordi di programma di un aumento delle volumetrie a residenziale,
quindi un aumento anche del peso insediativo.

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Con questo Accordo di programma si va comunque a tutelare perché è un accordo che riguarda
la conservazione e la tutela dei padiglioni storici con una logica anche di coniugare il tema
sanitario con quello della cura e dell'arte.
Ho avuto anche modo di parlare con il Presidente della Fondazione IRCCS, rappresentata anche
come appunto come soggetto coinvolto, diciamo, nell'Accordo di Programma e dato che sembra
sia presente una quadreria appunto molto interessante di lasciti di benefattori, c'è anche la
possibilità che magari in una parte di un padiglione si organizzi proprio un'esposizione
temporanea dei quadri presenti nell'Ospedale Vecchio che raccontano un po' la storia.
Sono più di 60.000 metri quadri, come sappiamo bene, che appunto vengono interessati da
questa trasformazione con la possibilità che venga restituito alla città anche uno spazio verde
pubblico molto importante perché è un'area comunque di ricucitura di diversi quartieri di
Monza.
Spero che in futuro si possa ripetere questo momento anche di divulgazione dal punto di vista
della struttura architettonica in quanto è anche è forma del paesaggio del sistema insediativo
urbano e delle varie funzioni che si svolgono.
Un'altra segnalazione credo molto importante è quella che c'è stata sabato relativa alla
presenza di un Presidio di CGIL CISL e UIL a Monza, che andava a sensibilizzare, in qualche
modo a sollecitare le amministrazioni rispetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro, il tema della
prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro.
Era presente anche la nostra Amministrazione nella figura del Sindaco e dell'Assessore alla
Viabilità.
Credo che sia stato anche questo un momento importante di confronto.
Un giorno prima, forse due giorni prima della mozione che abbiamo presentato appunto giovedì
scorso, c'è stato un incidente con delle vittime in un'azienda della Toyota a Bologna, dove
adesso ci saranno anche le indagini e le verifiche, perché poi il limite tra ciò che è un errore
umano, ciò che è un'imprudenza, oppure la fatalità, a volte è difficile, definirlo.
È chiaro che quando si parla di temi così complessi è facile cadere nell'ipocrisia e nella
retorica.
Credo che l'importante però per quello che ci riguarda come cittadini e come
amministratori...(salta reg.)
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Grazie Presidente, buonasera a tutte le colleghe e colleghi.
CONSIGLIERE MONGUZZI MARCO
Farò due interrogazioni, una relativamente a Piazza Cambiaghi, non c'è Lamperti, però
a questo punto la faccio a lei Presidente, per capire lo stato di fatto.
La previsione era l'ultimazione degli interventi alla fine di ottobre, mi risulta che si è
decisamente indietro.
Volevamo capirne le motivazioni, volevamo tra l'altro capire a questo punto, i nuovi tempi di
ultimazione delle opere e volevamo capire anche se con questo splafonamento delle
tempistiche dovremmo sobbarcarci anche dei costi ulteriori. Quindi capire come mai, cosa è
stato fatto per poter giustificare questo tempo che si sta protraendo in modo importante.

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L’ultima considerazione da fare e che la ritengo estremamente importante perché ad oggi non
abbiamo mai avuto il piacere di avere una risposta chiara è che, a ridosso dell'ultimazione delle
opere cosa questa Amministrazione intendeva fare per quanto riguarda i parcheggi in
superficie, se ormai in direttiva si aveva un'idea chiara, perché ad oggi né noi Consiglieri
Comunali, nei cittadini, né i commercianti hanno idea di cosa si dovrà fare.
Questa è la prima cosa.
La seconda invece è sempre all’Assessore Zappalà.
Per quanto riguarda le strade è un disastro.
Io ho già fatto un intervento, ho presentato un'interrogazione anche all'ultimo Consiglio
Comunale.
Devo dire che adesso faccio due segnalazioni via Cimabue, via della Lovera, via Buonarroti per
esempio tra il civico 175 e l'incrocio con via Beato Angelico saranno due anni che lì, ogni volta
che piove, si allaga completamente la strada.
Adesso sono state messe delle transenne e ormai quelle transenne sono diventate proprio un
presidio fisso.
Le cose ovviamente non possono andare bene.
Assessore, io le chiedo veramente di prendere in mano la situazione perché ce n'è un assoluto
bisogno.
Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Arbizzoni.
CONSIGLIERE ARBIZZONI ANDREA
Grazie Presidente.
Buonasera ai colleghi e alle colleghe.
per illustro velocemente cercando, anzi sicuramente sto nei cinque minuti visto che dopo c'è il
dibattito sulla sicurezza, la prima interpellanza riguarda il cercare di capire a che punto è,
perché dai giornali risulta che l'associazione di promozioni sociali Templari oggi risultava dalla
stampa e c'erano anche delle dichiarazioni, diciamo, di favore da parte anche del nuovo
direttore, con soddisfazione esprimeva questa sinergia che si andava a formare tra il Consorzio
e questa associazione che permetteva, dopo 30 anni di chiusura della storica Cappella di Corte
di poterla riaprire nei fine settimana. Mi risulta però, e quindi faccio e chiedo, se questa poi
sinergia si è, diciamo così, tradotta, declinata nella realtà o se ci sono dei motivi che
impediscono sapere quali sono.
Perché non sembrerebbe che dalla stampa di qualche settimana fa, ad oggi, non si sia chiuso
questo accordo.
La seconda invece è una segnalazione che alcuni residenti, allego anche delle foto,
hanno difficoltà ad uscire, girando a sinistra dal parcheggio di via Mazzucotelli per introdursi
sulla via della Guerrina.
Questo è un problema che sta nascendo, sembrerebbe da quando sono state disegnate sul
territorio le strisce gialle in quanto queste due postazioni, di fatto impediscono attualmente

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l'uscita dal parcheggio quindi obbligano chi esce dal parcheggio a entrare praticamente a metà
strada di via della Guerrina.
Inoltre c'è un cartello, ma io credo che sia un errore, il cartello che ancora vieta la sosta nella
via Guerrina quando però le strisce gialle ci sono.
Io credo che il cartello sia stato messo prima rispetto alle strisce gialle ma lo segnalo, mi
sembra una contraddizione ma allego le foto.
Infine, vado velocissimo, questo è successo e questo mi dà modo di parlare di barriere,
di chiedere a che punto sono che appunto è il Piano sulle barriere architettoniche a Monza
perché il 23 ottobre del ‘24 dovrebbe aver partecipato anche il nostro primo cittadino, con
altri esponenti si parlava in Provincia nella giornata, nella settimana europea per la sicurezza e
la salute sul luogo del lavoro.
Il Presidente poi di Amnil ha poi detto, nel suo intervento: “ho avuto difficoltà a raggiungere la
sala e le difficoltà le ho incontrate anche poi nel parcheggio.”
Su questo prendo un po' lo spunto, perché poi mi sono un po' i partecipanti a chiedere a questo
punto a che punto siamo con il piano e a che punto siamo con il discorso delle barriere
architettoniche che so essere un problema di difficile soluzione, ma per capire se sta andando
avanti qualcosa per portare avanti questo tema.
Infine e chiudo quindi rimanendo abbondantemente nei 5 minuti, faccio un plauso perché poi
alla fine non è che l'Opposizione o la Minoranza che dir si voglia, è qui solo per contestare, ma
è anche per applaudire, fare un plauso soprattutto all'iniziativa di BrianzAcque e quindi
rivolgere un plauso al Presidente Boerci, ma anche al Presidente dell'ATO della Brianza Silverio
Clerici per il fatto, per la scelta di rendere ancora gratuita diciamo così, la distribuzione
dell'acqua nei vari chioschi o Casette dell'acqua e soprattutto per aver introdotto anche il
limite giustamente dei 12 litri, quindi introducendo questa tessera che è un modo di fatto
consapevole, di rendere consapevole tutti gli utenti del valore importante di un bene prezioso
come l'acqua.
Quindi volevo pubblicamente lodare l'iniziativa di BrianzAcque e dell'ATO che si dimostrano,
ogni giorno e quotidianamente, di essere del territorio e per il territorio.
Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Maffè.
Volevo riprendere due cose che sono già state in qualche modo, di cui si è già sono spunto per
ulteriori riflessioni.
CONSIGLIERE MAFFE’ PIERFRANCO
La prima riguarda il ricordo che è stato fatto della terza giornata nazionale degli
ospedali storici.
Non aggiungo altro a quello che ha rappresentato l'evento, il fatto che l'ospedale San Gerardo
è uno degli ospedali che, a pieno titolo, ha aderito a questa associazione che è nata poi nel
2019.
San Gerardo ne fa parte, mi pare, l’anno scorso.

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Ma siccome è venuto fuori il tema del futuro del San Gerardo credo che ci piacerebbe magari
condividere, magari in una commissione ad hoc piuttosto che a che punto è l'Accordo di
Programma che finalmente ne abbiamo visti tanti che stavano andando avanti in questi lunghi
anni. Finalmente mi pare che si sia trovata una soluzione importante per la città e per il
territorio, magari anche se questo venisse condiviso ancora prima della firma dell'Accordo di
Programma.
L'altra questione, l'ha già citata il Consigliere Monguzzi, non rientro a dire, però mi pare di aver
sollevato il problema un mese fa, adesso l’Assessore Lamperti non è in Aula, era stato detto in
maniera... che il 31 ottobre i lavori erano assolutamente finiti, è stato detto in Aula, è stato
detto sui giornali.
Mi pare che i lavori, come già stato ricordato, sono tutt'altro che finiti e oltre a questo mi pare
anche che, con grande disappunto anche per chi fa il mercato, la situazione attuale del
mercato del sabato andrà avanti.
Credo che anche questo comunque e quello che succederà dopo, mi sembra un dato
importante.
Fare forse qualche annuncio di meno, dando delle certezze, forse si evita di fare delle brutte
figure.
La terza cosa, vedo che il tempo è brevissimo, la butto..., parto da un tema che era venuto
fuori, parlando della viabilità e di come raggiungere il carcere di Monza per iniziare a buttare lì
alcune segnalazioni che in queste settimane sono state fatte per poi magari organizzare un
Ordine del Giorno piuttosto che per mettere a tema quello che sta succedendo nel nostro
carcere.
Alcune delle segnalazioni riguardano i servizi igienici della sala d'attesa per i parenti che
sono in condizioni pietose, non viene fatta una pulizia adeguata, manca la carta, manca il
pavimento e le pareti andrebbero pulite, il calorifero arrugginito.
Cioè davvero l'idea che non c'è decoro e lo stesso accade nel giardinetto esterno alla sala
d'ingresso parenti, dove vengono segnati documenti, pacchi, rifiuti di vario genere.
Non ci sono cestini per i rifiuti, ci sono dei giochi per bambini che sono rotti e sono rotti da
tanto tempo.
Le salette per i colloqui, anche quelle andrebbero rese un pochino più dignitose.
Ma la preoccupazione più grande, visto che da questo Consiglio è venuto fuori a più riprese il
tema, riguarda quello che è la condizione dei detenuti, cioè un peggioramento della qualità del
cibo e una diminuzione delle razioni.
C'è un problema, non di oggi, ma che sta diventando sempre più impegnativo per quello che
riguarda l'assegnazione degli educatori ai singoli..., questioni di mancanza di soldi, ritardi
temporali, cause burocratiche.
Mancano i moduli stampati per richieste e comunicazioni.
Anche qui manca la carta, e qualche altro il problema.
C'è stato un problema di genere importante con la diffusione di casi di scabbia, dove sono stati
chiusi alcuni settori del carcere e dei detenuti sono stati tenuti per anche tanto tempo in
isolamento in una situazione molto complicata riguardante il tema del sovraffollamento e del
disagio che, in queste settimane, è tornato a essere un motivo di grande impegno.
E da ultimo, il tema della carenza di proposte di attività varie e lavorative.
Ecco io credo che su questo...(salta reg.)

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PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Villa, prego.
CONSIGLIERE VILLA SIMONE
Grazie Presidente.
Il primo tema che tocco è una richiesta al Sindaco di avere informazioni, in merito ad una
notizia io penso come altri ho appreso unicamente dalla stampa locale, ossia il fatto che pare
che l’ex Centro Rai, all’interno del parco, abbia finalmente trovato una destinazione, prenda
anche una destinazione nobile, un centro oncologico infantile con un accordo con la
Fondazione Morandi e mi pare che sia un risultato, se me lo confermate, un risultato ottimo,
primo perché si riesce finalmente a trovare una destinazione ad un immobile che purtroppo,
anche per la sua complessità strutturale, sembrava di difficile ricollocazione.
In secondo luogo.., ecco perché penso che sempre se confermate questa informazione si
trova veramente una funzione nobile per questo immobile di pregio.
Quindi se lo confermate io voglio, da una parte, ovviamente fare i complimenti all'impegno che
il Consorzio Parco ha messo in primis nella figura del suo Presidente, il nostro Sindaco, nel
raggiungere questo obiettivo.
In secondo luogo però una critica.
Da quando avete ripristinato la delega assessorile al Parco e Villa in quest'Aula parlato di Parco
e Villa e questo è francamente un peccato perché sembra quasi de -responsabilizzare il Sindaco
da quelle informative periodiche che comunque in precedenza venivano date e perché
sappiamo tutti qual è stato l'impegno di quest'Aula, nelle fasi di costruzione del percorso che
ha portato alla nascita del Consorzio.
Non è possibile apprendere le informazioni unicamente dalla stampa, quindi io, Sindaco, la
invito a individuare anche un momento di aggiornamento e di informazione al Consiglio e
magari con l'occasione anche di aggiornarci in merito ad altre partite che sono ugualmente
importanti, in primis quella del Mirabellino che sappiamo essere un bene che da una parte è
assolutamente da valorizzare e dall'altra però anche forse quasi più dell'ex Centro Rai di
difficile collocazione.
Io poi non posso che accodarmi agli interventi dei Consiglieri Monguzzi e Maffè che mi hanno
preceduto perché avevo intenzione di toccare anch'io il tema Piazza Cambiaghi, perché
purtroppo per l'ennesima volta mi sono affidato a delle rassicurazioni dell'Assessore Lamperti e
a meno che in tre giorni non riesca a fare l'impossibile, la scadenza annunciata della fine del
mese di ottobre ci vedrà delusi.
Allora siamo abbastanza vecchi del mestiere, mettiamo conto, imprevisti,
arrotondiamo, diciamo che per il mese di novembre, fine mese, vorremmo vedere i lavori
conclusi.
Se così non fosse però o se già adesso sapete che non arriverete entro la fine dell'anno e
sforerete abbondantemente i tempi che avete voi comunicato, diteci chiaramente quali sono i
problemi, perché se anche in questo caso, da una parte io penso di essere stato uno dei primi
ad essermi complimentato per il fatto che avete raggiunto un traguardo storico con la
sottoscrizione degli atti che hanno portato alla definizione, almeno sulla carta di quella
vicenda.

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Ma se dall'altro, agli effetti pratici la musica resta sempre quella, allora diteci la verità.
Se ci sono dei problemi quali sono? Se sono affrontabili in un arco di tempo quantificabile, in
questo cronoprogramma.
E soprattutto ecco l'importantissima domanda delle cento pistole, se avete deciso, anche
magari in un confronto serrato con la controparte, quale destinazione dare definitiva alla
piazza. Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Visconti.
CONSIGLIERE VISCONTI SERGIO
Grazie signora Presidente. Buonasera a tutti.
Due velocissime segnalazioni riguardo alla viabilità sono state fatte da alcuni cittadini. La
prima riguarda la situazione che si viene a creare in via Arosio all'entrata e all'uscita,
soprattutto all'uscita, dei ragazzi della scuola che c'è, scendendo da via Arosio sulla sinistra.
Purtroppo è una situazione dove i genitori che aspettano i ragazzi, fregandosene altamente di
tutti i cartelli che ci possano essere, parcheggiano lungo tutta la via Arosio, ma soprattutto
parcheggiano in seconda fila, creando per quei 20 minuti, mezz'ora di tempo in cui attendono
l'uscita dei ragazzi, una situazione insostenibile tenendo conto che quella è anche la strada di
uscita, ad esempio, di tutti i taxi.
Molto spesso io che la faccio regolarmente tutti i giorni mi sono trovato completamente
bloccato perché taxi che salivano dalla stazione, macchine che scendevano da Corso Milano,
praticamente una situazione abbastanza di difficile gestione con clima a volte che si surriscalda
anche un po'.
Quindi se è possibile fare un intervento dissuasore, chiamiamolo così, nei confronti di chi si
parcheggia, di chi parcheggia in seconda fila.
Penso che se riusciamo a mettere una pattuglia, un paio..., tre o quattro giorni di fila
probabilmente l'abitudine si perde, però è una mia considerazione.
La seconda invece riguarda la via Lucania -Silva -Guerrazzi.
Da quando viale Campania è stato ridotto a una corsia è diventata sicuramente una valvola di
sfogo per tutto il traffico, con l'unico problema che soprattutto il primo pezzo, quindi stiamo
parlando prevalentemente di via Lucania, nel tratto che va dall'incrocio con via Molise fino alla
curva dove poi la via diventa via Silva, le macchine acquistano una velocità anche abbastanza
sostenuta, perché in quel pezzo la strada è bella larga, è diritta, tenendo conto che purtroppo
ci sono, cioè purtroppo..., comunque in quel pezzo di strada c'è un giardino pubblico molto
frequentato dai bimbi e l'accesso secondario della scuola e soprattutto alla palestra della
Scuola Media Zucchi.
Quindi la richiesta è quella di valutare la possibilità di mettere qualche soluzione, qualche
dissuasore, chiamiamolo così, per ridurre del traffico ed evitare che arrivino veramente delle
auto a velocità molto sostenuta, considerando anche che poi la curva che da via Lucania
diventa poi via Silva è una curva anche abbastanza stretta e in effetti è già capitato più di una
volta che le macchine, alcune finiscano direttamente nella cancellata della casa d'angolo.
Grazie.

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PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Piffer.
CONSIGLIERE PIFFER PAOLO
Sì, grazie Presidente.
Buonasera a sindaco, buonasera colleghi.
Allora, riprendo anch'io dall'intervento fatto dal collega consigliere Villa, perché in realtà noi
avevamo già, Sindaco in sospeso, e lei se lo ricorderà molto bene, e con lei anche i suoi
Assessori, che ci aveva promesso, si era impegnato, diciamo, a farci interloquire con il nuovo
direttore, con l'allora nuovo direttore, Consorzio Parco e Villa Reale al termine di questo
periodo diciamo di prova e quindi conclusa questa fase, secondo me diventa opportuno e
necessario incontrarci in una sede istituzionale che potrà essere una Commissione, un
Consiglio, un tavolo di lavoro diciamo potete scegliere voi e proporre ai Consiglieri per poter
fare il punto su diversi aspetti, perché è molto vero che in quest'Aula, se non in rarissime
eccezioni in occasione, quasi sempre di eventi culturali si parla di parco e Villa Reale.
Un altro aggiornamento signor Sindaco, mi rivolgo a lei, mi piacerebbe venisse prevista
una Commissione ad hoc, quindi mi rivolgo al Presidente di Commissione che ha, diciamo, la
competenza del marketing territoriale del turismo perché ormai sono passati un po' di mesi dal
cambio radicale, storico, dalla Pro Monza a questa nuova azienda, quindi una nuova gestione,
immagino dell'Infopoint che avrà adottato delle nuove strategie. Mi piacerebbe fare il punto
per evitare poi di trovarci tra un anno o due anni ad accorgerci che in realtà non si è cambiato
un granchè, è quindi opportuno un monitoraggio costante visto che si tratta di risorse
pubbliche.
Altri due aggiornamenti importanti.
Allora intanto per colpa mia non sono riuscito a risalire a questa informazione, sicuramente sul
nostro sito è scritto da qualche parte, mi è sfuggita a chi è stata poi assegnata la delega della
tutela animali.... La dottoressa Bettin, perfetto.
Invece mi piacerebbe si facesse il punto con le due nuove Assessore che hanno ereditato la
delega ai rifiuti alla mobilità, perché tra un po' magari non subito, però insomma i tempi sono
quelli che sono, io intanto lo chiedo così ora che ci organizziamo e convochiamo magari una
Commissione. Secondo me, nell'arco di insomma un mese due mesi, siete state messe nelle
condizioni di poter, immagino, avere il polso della situazione e magari avete ipotizzato,
naturalmente in sinergia con gli altri vostri colleghi e col Sindaco quelle che potrebbero essere
delle strategie diverse, delle linee diverse, delle iniziative che forse sono mancate prima di voi
e che hanno comportato alcuni problemi in città, più o meno gravi e quindi visto che siamo
tutti d'accordo sul fatto che con tutto il rispetto per la nuova Assessora, per l'Assessora che già
era un nostro Assessore ma che ha ereditato la delega, non basta spesso cambiare le persone
per risolvere i problemi, ci piacerebbe sapere, in modo puntuale, quali strategie si sono decise
di mettere in campo per provare a risolvere alcuni problemi.
Grazie.

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PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Assessora Fumagalli, prego.
ASSSESSORE FUMAGALLI ANDREINA
Grazie Presidente.
Prendo solo un minuto per rispondere brevemente al Consigliere Gentile e poi risponderò per
iscritto.
Sì, anche quest'anno il bando “La Lombardia dei giovani 2024” ci ha visto, diciamo così,
protagonisti, nel senso che siamo arrivati undicesimi su una novantina di candidature.
Proseguiremo quindi con il lavoro fatto l'anno scorso, col bando del 2023, col progetto che si
chiamava “Nettamente Meglio”.
Quest'anno il titolo che abbiamo dato è “Perfettamente” e tra le varie azioni, poi però sarò
più precisa nella comunicazione scritta, abbiamo sicuramente delle attenzioni per i giovani,
diciamo, che possono presentare condizioni di disagio per i cosiddetti NEET, lavorando insieme
a Cooperativa Meta, e altre azioni sono di presidio nei luoghi dove i giovani si ritrovano
spontaneamente.
Un altro tipo di azioni ancora è una educazione peer to peer.
Poi però poi sarò più esaustiva nel riferimento scritto.
Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Non ci sono altre richieste di intervento, pertanto mi accingo a chiudere.
La fase è preliminare, ma prendo io un minuto soltanto per far presente a quest'Aula che il
dottor Chiodo che è qui alle mie spalle, oggi svolge la sua ultima presenza in Consiglio perché
col 1° di novembre andrà in forza al Consiglio Regionale, lavorerà a supporto del Consiglio
Regionale della nostra Regione e quindi ci saluta.
Io credo che sia doveroso ringraziarlo per l'impegno che comunque, seppure solo per
due anni però, ha messo dal primo all'ultimo giorno perché sarà in servizio fino al 31 e quindi
appunto augurargli il meglio.
Buon lavoro.
Il fatto che sia in Consiglio Regionale può essere per qualcuno l'occasione per vederlo di nuovo,
però è una competenza, una vicinanza che magari qualche volta ci potrà essere utile, parlo del
mio ufficio naturalmente per imparare a fare anche noi meglio e di più. Grazie, grazie mille
Dottor Chiodo.
Ringrazio tutti perché ci siamo impegnati a contenere i tempi di intervento e questo ci ha
consentito di svolgere seppure adeguatamente ma con tranquillità anche la fase preliminare.

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TRATTAZIONE ARGOMENTO SU RICHIESTA (PROT. N. 178010 DEL 08.10.2024) DEI
CONSIGLIERI COMUNALI EX ART. 46 REG. CONSIGLIO COMUNALE, AVENTE AD OGGETTO
“PROBLEMI SICUREZZA IN CITTÀ”

PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Passiamo ora all'argomento, all'Ordine del Giorno che è frutto di una richiesta pervenuta
ai sensi dell'articolo 46 del regolamento di Consiglio comunale che ha per oggetto: “Problemi di
sicurezza in città.”
Nella richiesta era stato precisato che su questo tema era già stata presentata
un'interrogazione da parte del Consigliere Galbiati che è il primo firmatario il quale poi aveva
fatto appunto anche in Aula, in occasione della formalizzazione della richiesta della seduta un
intervento in merito.
E si chiede appunto la convocazione straordinaria di un Consiglio Comunale avente per Ordine
del Giorno “Problemi di sicurezza in città” e viene chiesta anche la presenza..., prego
Comandante, del Comandante appunto della Polizia locale che ci sta raggiungendo proprio per
dare anche il suo contributo.
Se, per cortesia gli lasciate un po' di spazio.
Grazie. Allora, trattazione dell'argomento si svolge, come convenuto nella Conferenza dei
Capigruppo, secondo queste modalità, un primo spazio di 45 minuti da parte del Sindaco,
dell'Assessore Moccia e appunto del Comandante della Polizia Locale.
Poi apriremo la discussione generale che prevede interventi di 10 minuti per Gruppo Consiliare
e poi avremo la chiusura da parte dell'Amministrazione per 20 minuti.
Do la parola al Sindaco.
SINDACO PILOTTO PAOLO
Buonasera a tutti, cerco di intervenire in un modo molto stringato perché ritengo che
sia giusto dare la parola a chi segue tutti i giorni le vicende specifiche della sicurezza in città,
quindi all'Assessore e al Comandante nell'ordine che decideranno loro si intende.
Però alcune brevi considerazioni vorrei farle anche perché appunto molto spesso, su questo
tema sembra quasi che in qualche misura ci dobbiamo dividere rispetto ad esigenze che invece
mi sembrano piuttosto, osservazioni ed esigenze che mi sembrano invece piuttosto condivise.
A nessuno piace vivere in una città che può avere anche il minimo elemento di insicurezza e
quando questi si presentano, evidentemente questi sono una preoccupazione comune.
Quindi leggo così la riflessione di questa sera, quella che faremo tutti quanti insieme, una
corale che ci dovrebbe servire dalla fine del Consiglio in poi ad avere ancora più strumenti,
ancora più capacità di lettura dei bisogni dei nostri cittadini, della nostra città e delle soluzioni
da portare.
In questo periodo, in questi due anni e tre mesi, due anni e quattro mesi affidati alla
responsabilità di questa Amministrazione noi abbiamo lavorato sempre, innanzitutto in una
logica di continuità rispetto alle attività del Corpo della Polizia Locale e in una logica di

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strettissima collaborazione con chi, della sicurezza, è -come dire- l'orientatore politico cioè il
Prefetto all'interno del capoluogo della Provincia e con chi della sicurezza è l'artefice della
strategia organizzativa, cioè il Questore, ma non solo con loro ma non solo con loro anche con
tutti gli altri esponenti delle Forze dell'Ordine e spesso - verrà fuori nella lettura del testo che
farò fra poco - anche con altri soggetti che possono aiutare, in chiave indiretta rispetto alla
vicenda della sicurezza ad esempio esercitando controlli specifici in alcuni campi.
Noi sappiamo anche un'altra cosa che la sicurezza non è semplicemente figlia della capacità di
vigilanza e presidio, di contenimento e controllo.
E' figlia anche delle modalità con cui in una città ad esempio funziona il sistema della
formazione, funzionano i sistemi educativi, funziona l'associazionismo, funziona quel lavoro di
continua semina valoriale, continua semina di obiettivi comuni condivisibili per una comunità
che consente alle persone di trovare il loro giusto posto all'interno della comunità.
Questo non vale esclusivamente per i giovani, penso che durante gli interventi dell'Assessore e
del Comandante si farà riferimento anche ad alcune dinamiche che riguardano il mondo
giovanile, ma questo riguarda non semplicemente i giovani perché il tema della sicurezza è un
tema che può riguardare molte componenti della vita sociale.
Qualcuno in modo colto, non sappiamo quanto colto o quanto rischi il luogo comune, parla di
coesione sociale.
La sicurezza è figlia di una condizione in cui, a partire dall'esperienza familiare si condivide un
percorso, un percorso che porta alla realizzazione della persona rispetto a quello che noi tutti
immaginiamo, la realizzazione di sé attraverso l'impegno, il lavoro anche..., perché no, i
momenti ricreativi ma vissuti mai contro il prossimo, contro l'altro, ma vissuti casomai insieme
agli altri.
Dico questo perché verrà anche poi richiamato nel testo che poi leggerò, frutto del
lavoro comune che abbiamo svolto in questi mesi con la Prefettura, con il Questore e con le
altre forze.
Dico questo perché è una lettura complessiva quella che ci porta a occuparci della
sicurezza.
Questioni specifiche che devono essere miratamente osservate e questioni più larghe che sono
questioni della costruzione di una comunità.
Da questo punto di vista fa bene alla sicurezza, una Polizia locale fortemente
organizzata e fa molto bene alla sicurezza un sistema formativo altrettanto curato.
Fa benissimo alla sicurezza la capacità di lavorare in logica da parte della nostra Polizia
Locale sotto il coordinamento del Questore insieme alle Forze dell'Ordine e fa molto bene il
lavoro che tutti i giorni il Servizio Sociale fa nei confronti di persone che manifestano
particolari bisogni e potrei proseguire di questo passo, ma evidentemente farei solo
un'anticipazione di cose che direte, molto più opportunamente intelligentemente, tutti quanti
voi.
Quello che volevo appunto dire è che c'è un lavoro costante, un lavoro continuo di
consultazione e collaborazione.
Questo lavoro continuo passa attraverso, ad esempio, la indizione, attraverso..., in
questi due anni e mezzo è successo più di una volta, di Comitati dedicati all'ordine pubblico e
alla sicurezza pubblica esclusivamente sulla città di Monza.
Voi sapete che normalmente i Comitati Ordine e Sicurezza pubblica vengono convocati
per l'intero territorio provinciale, ma non sono pochi i casi in cui, in questi due anni su stimoli

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reciproci, reciproche richieste di approfondimento e aggiornamento, a volte il Sindaco in
rappresentanza della città, a volte il Prefetto, a volte il Questore, queste riunioni si sono
tenute esclusivamente per palare del merito della sicurezza in questa città.
L'ultima in ordine di tempo si è tenuta il 3 di ottobre e da questo, punto di vista e
quindi cerco di appunto tenere tempi molto accelerati volevo leggervi il testo che la Prefettura
ha ritenuto di fare uscire come comunicato stampa qualche giorno dopo l'incontro.
La scorsa settimana, dice il comunicato dell'11 di ottobre qualcuno ne ha visto qualche
parte sugli organi di stampa, può darsi che non tutti abbiano avuto questa opportunità e può
darsi anche che tanti cittadini ascoltino questo per la prima volta.
Allora leggo un testo che mi sembra piuttosto riassuntivo di un modo di lavorare
comune che abbiamo sviluppato e che credo che non rappresenti certamente un'eccezione in
questa nostra Lombardia.
È il testo dell'11 d'ottobre. In Prefettura, riunione di aggiornamento sulla situazione
della sicurezza a Monza.
La scorsa settimana si è tenuta in Prefettura una riunione del Comitato Provinciale per
l'ordine e sicurezza pubblica convocata allo scopo di tenere monitorata la situazione della
sicurezza nella città di Monza con particolare attenzione alle aree del centro storico e della
stazione ferroviaria.
L'incontro coordinato dal Prefetto Palmisani ha registrato la partecipazione del
Procuratore della Repubblica, Claudio Gittardi, del Sindaco di Monza Paolo Pilotto,
dell'Assessore Ambrogio Moccia, del Questore Salvatore Barilaro, dei Comandanti Provinciali dei
Carabinieri Rosario Di Gange, della Guardia di Finanza Gerardo Marinelli, del referente della
Polfer Nunzio Trabace, del responsabile delle operazioni Strade Sicure colonnello Massimiliano
Ferraresi, nonché dei direttori dell'Ispettorato territoriale del lavoro Carlo Colopi e della ATS
Brianza Michele Bright.
Quando prima dicevo anche altre istituzioni esercitano attività di vigilanza
complementare importantissima che possono contribuire alla sicurezza.
Dall'esame dei dati in possesso della Procura e dalle Forze di Polizia è stato rilevato che
i numeri, i numeri degli episodi di reato denunciati a Monza nel corso del primo semestre
dell'anno ‘24 sono in linea con quelli degli anni precedenti presentati e analizzati in Prefettura
nel mese di luglio del 2024.
Nel prendere atto del modello di controllo del territorio del capoluogo varato in
Prefettura all'inizio dell'anno in corso che vede quotidianamente impegnati gli operatori delle
tre forze di Polizia, del contingente di militari delle operazioni Strade Sicure della Polizia
Locale, durante l'incontro è stata rilevata l'opportunità di aumentare ulteriormente l'attenzione
su alcuni contesti cittadini in cui si registrano, con maggior frequenza episodi di degrado e in
taluni casi di illegalità, di cui i rappresentanti dell'Amministrazione cittadina hanno evidenziato
la capacità di ingenerare preoccupazione nella cittadinanza.
Si tratta in particolare dell'area circostante alla stazione ferroviaria, compresa fra
Corso Milano e i giardini via Arosio e piazza Castello e delle zone più sensibili del centro
cittadino fra cui l'area racchiusa tra Largo Mazzini e via Italia, la rete di piazze del centro
storico, la zona della movida - tra virgolette - tra le vie che costeggiano il fiume Lambro e via
Bergamo e le aree limitrofe.

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Nella prospettiva di assicurare un rafforzamento della vigilanza in tali aree, anche in
vista dell'aumento delle ore di buio che accompagna la stagione invernale il Prefetto Palmisani
ha disposto una rimodulazione del sistema di controllo del territorio del capoluogo.
In particolare sarà varata una riorganizzazione dei servizi curati dai militari di Strade
Sicure che consentirà di assicurare tutti i giorni la presenza nella fascia 19-01 di una pattuglia
nell'area della stazione ferroviaria e di un'altra pattuglia nel centro storico.
Parallelamente saranno pianificati ulteriori servizi straordinari, ulteriori, ulteriori
perché da quando almeno sono Sindaco sicuramente sono moltissimi i servizi straordinari
congiunti che sono stati concordati con le altre autorità, saranno pianificati ulteriori servizi
straordinari di controllo del territorio a cura delle Forze di Polizia anche adottando il modello
delle pattuglie interforze allo scopo di potenziare la prevenzione generale, il contrasto ai reati
sulla pubblica via sia predatori sia contro la persona, sia in materia di stupefacenti nonché il
monitoraggio delle condotte, talvolta moleste poste in nelle zone di maggiore aggregazione del
centro.
In tali attività potranno essere coinvolti, insieme agli agenti della polizia locale anche
ispettori dell'ATS e dell'Ispettorato del lavoro nella prospettiva di rafforzare la vigilanza, anche
sul rispetto da parte degli esercizi pubblici delle disposizioni in materia di somministrazione di
bevande alcoliche, di igiene, di salute e sicurezza sul lavoro, di emissioni sonore e di modalità
di utilizzo degli spazi a disposizione.
Il Prefetto nell'evidenziare l'importanza di ascoltare le legittime istanze di sicurezza
avanzate dalla comunità ha tuttavia evidenziato che una risposta in chiave esclusivamente
sicuritaria non sarebbe sufficiente a superare definitivamente le criticità rilevate.
I fenomeni che generano insicurezza, in alcuni contesti cittadini, infatti solo talvolta
assumono rilievo penale.
Il contrasto al degrado richiede allora lo sforzo di tutte le istituzioni in quanto passa
certamente per il rafforzamento dei servizi di controllo ma anche per la cura attenta degli aree
urbani, per il ripristino delle aree ammalorate, per la prosecuzione del percorso di
miglioramento costante della videosorveglianza e dell'illuminazione pubblica.
Fin qui il testo della Prefettura.
Mi accodo al testo stesso e cerco di chiudere e ad esempio sul tema della
videosorveglianza, ma sarà più preciso immagino il comandante o l'Assessore che stiamo
investendo risorse su diversi ambiti della videosorveglianza, quella che ci serve per la
regolazione del traffico stradale, quella che ci serve in materia di sicurezza, quella che ci serve
in materia di controllo ambientale, ad esempio.
E rispetto anche ad alcune sollecitazioni che stiamo avendo rispetto all'area della
ferrovia, dell'area della stazione che mi pare che abbiamo raggiunto un accordo con
Sovrintendenza e possiamo cominciare a intervenire per migliorare lo stato del suolo della
piazza della Stazione che già di per sé è un importantissimo segnale e poi anche sulla base di
una serie di rapporti di relazioni e riflessioni che stiamo avendo con il Questore, faremo una
valutazione in merito, ad esempio, a una illuminazione specifica rispetto a questa piazza. Cose
impegnative significative che chiedono investimenti ma che appunto abbiamo in qualche
misura messo in cantiere.
Io mi fermerei qua, fatto salvo che vorrei significare ma ripeto immagino che le parole
dell'Assessore e del Comandante saranno chiarissime in merito che noi stiamo facendo un
percorso, un percorso che in qualche misura è cominciato ancora prima dell'arrivo del nuovo

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Comandante con un'operazione di rinforzo della nostra Polizia Locale e che era un'operazione
avviata nel ‘22 e completata nel ‘23 che riguardava non semplicemente la sostituzione del
personale, spostatosi per mobilità o andato in pensione, ma un numero maggiore di persone a
integrazione della forza della Polizia Locale.
È passato, attraverso l'individuazione, mediante selezione pubblica del nuovo
Comandante, è passato attraverso molti atti organizzativi e molti atti di relazione con altri
enti.
Da questo punto di vista mi piace citare, ma saranno i colleghi molto più precisi di me,
saranno il collega e il Comandante più precisi di me, mi piace citare due atti.
Uno lo conoscete benissimo perché lo avete votato, ma un accordo fatto non più tardi
di luglio con la città di Cinisello Balsamo per il controllo del territorio di confine su due ambiti
diversi, i controlli ambientali e lo sviluppo della cura e del reciproco aiuto sulla gestione della
mobilità presente e futura. Penso all'arrivo ad esempio della stazione di M1, almeno quella
dovrebbe essere una certezza, anche se con un po' di tempo e dall'altra parte, ripeto ma non
ho bisogno di parlarne, di questo accordo recentissimo che abbiamo fatto, abbiamo stipulato
con la Polizia Locale Provinciale e con la Polizia Locale di Seregno che vede una collaborazione
estesa a molti elementi in territorio alla vigilanza ambientale e a molti altri aspetti a partire
anche dalla stessa formazione.
Mi fermo qua per adesso e ringrazio per l'ascolto.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Grazie Sindaco.
Prego Comandante, a lei la parola.
COMANDANTE POLIZIA LOCALE DONGIOVANNI
Buonasera a tutti.
Io ho pensato di portare al Consiglio Comunale i dati Vi citerò le fonti e poi le analisi
che abbiamo fatto.
Prima di iniziare consentitemi un ringraziamento alle donne e gli uomini del corpo e
anche al personale amministrativo che ci affianca ogni giorno perché la nostra è una delle
poche strutture in Lombardia che opera 365 giorni all'anno, h24 quindi consentitemi di
ringraziarli.
Inizio con un'esposizione dei dati concernenti le attività del orpo nell'ambito della
sicurezza, quindi depurate da dati che possano essere esclusivamente di tipo amministrativo,
quindi legati ad altri tipi di violazione, quindi ad ambiti particolari di intervento.
Inizio quindi con l'attività nell'ambito della circolazione stradale delle violazioni
ritenute più pericolose.
E quindi vi riporto i seguenti dati: i soggetti fermati alla guida sotto l'effetto di
sostanze alcoliche, quindi la guida in stato di ebbrezza, dal 1 gennaio al 15 ottobre, quindi
questo è lo specchio di tutti questi dati che vi leggerò, sono stati 76; 3 sotto l'effetto di
sostanze stupefacenti, 57 soggetti senza la patente di guida, 216 soggetti che circolavano con il
veicolo sprovvisto di assicurazione RC obbligatoria, 80 senza la prescritta visita di revisione...,
scusate 80 è l'articolo, 431.

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Le violazioni quindi concernenti i danni al patrimonio arboreo, al verde pubblico sono
state 254.
Il regolamento di Polizia Urbana quindi nella componente concernente la tutela del
suolo pubblico queste sono state 46.
Ora faccio un ragionamento invece sull'attività di Polizia Giudiziaria quindi il contrasto
alla criminalità diffusa, ai reati.
Noi abbiamo trattato 492 attività d'indagine di cui 180 a carico di ignoti, quindi sono
denunce trasmesse alla Procura della Repubblica in cui non è stato individuato il colpevole e
312 a carico di noti.
Nel complesso abbiamo denunciato, quindi in questi primi mesi dell'anno, 351 persone
all'Autorità Giudiziaria, 4 alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, abbiamo
tratto in arresto in flagranza di reato 13 persone, abbiamo operato 88 sequestri di Polizia
Giudiziaria, abbiamo operato tre sequestri preventivi, abbiamo fotosegnalato e quindi fermato
per l'identificazione 86 cittadini, quindi è anche questo un provvedimento di limitazione della
libertà personale.
Sul test unico dell'immigrazione abbiamo proceduto alla denuncia di 46 persone,
abbiamo istruito 46 procedimenti.
Arriviamo agli stupefacenti, 236 sono state le attività amministrative legate al possesso
ed uso di stupefacenti con le segnalazioni relative in Prefettura e il conseguente sequestro di
sostanze stupefacenti, quindi 236; 40 gli spacciatori denunciati.
Le violazioni al Dacur che quindi è il Divieto di Accesso dei Centri Urbani che è un
provvedimento emesso dal Questore e che quindi in caso di violazione ha una sanzione di tipo
penale, quindi le persone che hanno violato questi provvedimenti sono state 75, abbiamo
deferito 75 persone per questa violazione.
Gli ordini di allontanamento quindi che è la fase antecedente amministrativa del nostro
territorio, i cosiddetti DASPO urbani, in poche parole sono questi, 41.
Rispetto alla tutela della piattaforma ecologica dove ci sono intrusioni di soggetti che
vanno a movimentare rifiuti e prelevare rifiuti sono state dieci persone denunciate in
quell'ambito, una ulteriormente è stata deferita anche per la violazione sul regolare soggiorno
in Italia, una che quindi è entrata in piattaforma, era in stato di ebbrezza, una era con un
veicolo già sottoposto a sequestro, nel complesso, nell'ambito ambientale quindi oltre gli
accessi in piattaforma abbiamo denunciato ulteriori 33 persone.
Andiamo alla Polizia Commerciale di Sicurezza, l’ha citata anche la Prefettura. Quindi
anche in questo ambito la Polizia annonaria, ma in quelle sfere legate propriamente all'attività
di sicurezza. Abbiamo effettuato 441 controlli per contrastare il fenomeno dell'abusivismo
commerciale, 364 controlli per controllare l'eventuale somministrazione di alcol ai soggetti
minori, 61 controlli nei pubblici esercizi per evitare le diffusioni sonore moleste, 199 controlli
per tutelare i consumatori quindi merci scadute, etichettature, 260 pubblici esercizi per
ulteriori controlli, i cosiddetti e definiti mini market etnici, quindi quelli in cui non è certa
l'identità nemmeno del conduttore dell'esercizio sono stati 30, 16 servizi finalizzati
esclusivamente al controllo della cosiddetta malamovida.
E un altro intervento a tutela sempre della sicurezza generale, quindi tutela
ambientale, smaltimento dei rifiuti e controllo anche delle attività abusive, una
concentrazione sulle autofficine e in particolare quelle di Meccatronica sono stati 5, nel
complesso le attività di polizia commerciale e sicurezza sono state 1.374.

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In questo ambito sulle somministrazioni di alcolici irregolari ne abbiamo contestate
circa 50.
Sulla prostituzione 4 violazioni, sull'accattonaggio molesto 4 violazioni, pubblico
spettacolo non autorizzato una violazione, vendita di tabacco addirittura senza titolo una
violazione, sanzioni di altra natura quindi più generiche 226.
Andiamo alle attività invece di controllo del territorio.
I servizi di nei quartieri quindi dei cosiddetti vigili quartieri sono stati 1040.
In questo ambito sono anche stati eseguiti due sgomberi di alloggi ALER occupati
abusivamente.
Sono stati effettuati 223 servizi mirati nei giardini pubblici e ulteriori 1.283 nei
cosiddetti parchetti.
Abbiamo svolto con le GEV, i Park Angel e l'Associazione Nazionale Polizia di Stato 62
interventi.
L'attività di controllo del territorio, quindi quella eseguita dalle autopattuglie, dai
nuclei destinati al controllo operativo della nostra città, hanno portato all'identificazione di
17.000 persone in questi mesi.
Abbiamo controllato 13.400 veicoli, abbiamo rilevato oltre 900 incidenti stradali e i
cittadini hanno richiesto la nostra Centrale operativa e hanno segnalato 20.000 eventi.
A questo punto vi allego e vi porto anche i dati della questura nel primo semestre.
Sono dati pubblici, quindi la fonte in questo caso il corriere.it, noi abbiamo utilizzato
nell'esposizione questi dati anche l'OSINT quindi vuol dire prendere informazioni pubbliche da
banche dati pubbliche affinché voi possiate avere anche dei parametri di riferimento.
La Questura nel primo semestre di quest'anno ha controllato 17.679 persone: più 33%
rispetto all'anno precedente, ha eseguito 45 arresti quindi il 45% in più rispetto all'anno
precedente, ha denunciato 207 persone con una crescita anche in questo caso del 49%.
Questi sono dati che si sommano a quelli della Polizia Locale e a cui vanno sommati
quelli della Guardia di Finanza dell'Arma dei carabinieri.
Per quanto concerne invece i dati sui fenomeni criminali del nostro territorio e sulla
percezione di sicurezza, vi comunico quanto abbiamo rilevato dal sistema SISU di Regione
Lombardia.
È un sistema a disposizione delle Forze di Polizia Locale che si alimenta con banche
dati pubbliche quindi con Istat eccetera e ci dà dati di riferimento.
In generale, e quindi qui parto da una lettura del territorio regionale dove
fondamentalmente i reati sono in costante decremento negli ultimi 15 anni ed in particolare un
decremento più vistoso c'è stato nell'arco 2012 -2019.
Da questo abbiamo estrapolato i dati riferiti al nostro Comune.
Ve li do perché danno strumenti di lettura per comprendere poi la percezione di
sicurezza.
I furti e rapine e quindi i dati purtroppo sono quelli Istat che terminano nel 2021 ma poi
li intersechiamo con i nostri per darvi un riferimento. Nel 2017 erano 1.470, nel 2019 erano
1.023, nel 2021 822.
Le rapine stabili a 20, quindi in realtà tutti i furti, ad esempio i furti in generale, sono
passati dai 4.292 del 2017 al 2021 con 2.607.
Quindi alcuni reati sono quelli legati ai furti, alle rapine hanno avuto un decremento.
Cos'è che è cresciuto negli anni?

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I cosiddetti reati, quelli di strada, quelli che sono percepiti come più pericolosi.
Ad esempio i danneggiamenti sono passati da 651 del 2017 ai 911 del 2021.
Le minacce sono passate dalle 90 degli anni precedenti alle 133 del 2021.
Le lesioni dolose dai 112 del 2019 alle 138 del 2021, le percosse che è un reato con una
pena edittale molto bassa ma la classica rissa che vedete in strada quando la gente si picchia,
sono passate dalle 25 il 2019 alle 46 del 2021.
Le violenze sessuali sono cresciute dal 2017 dalle 11 alle 15 nel 2021, la ricettazione
dalle 40 del 2017 alle 55 nel 2021.
Questo cosa significa?
Che alcuni reati che hanno pene edittali minori però creano più allarme sociali, in
realtà in quel periodo sono cresciute.
Ma arriviamo quindi partendo da questi dati ai dati relativi alla nostra provincia il 2023
dato Istat.
Milano, quindi prendendo le prime 100 città, sono state analizzate.
Questa è una classifica che elaborato anche Il Sole 24 Ore, l'avrete vista tutti.
Milano è la città giudicata più pericolosa in Italia se paragonate le denunce: 7.093 ogni
mille abitanti, quindi per un totale di 230.000 denunce, la Provincia di Milano.
Facendo un po' di benchmarking abbiamo Rimini al quarto posto con 6.000 denunce ogni
1.000 abitanti, al 13esimo posto abbiamo Parma con 4.000 denunce ogni 1.000 abitanti, queste
sono realtà sovrapponibili alle nostre, al 28esimo posto abbiamo Piacenza con 3.669 denunce
ogni 1.000 abitanti, al 44esimo posto abbiamo Bergamo con 3.367 denunce ogni 1.000 abitanti
e al 51esimo posto abbiamo Monza.
Noi siamo esattamente a metà classifica.
Quindi questi sono i dati relativi alla provincia, volevo chiudere soltanto con un aspetto
che Monza rispetto alla Provincia registra un decremento dei dati, quindi un lieve calo dello
0,69%.
Per cui questa è l'oggettività dei dati che voi poi potrete commentare sui quali potrete
ragionare.
Partendo dall'analisi di questi dati, di questi elementi, abbiamo pensato che comunque
fosse necessaria una riorganizzazione del Corpo per assicurare un intervento ancora più deciso
nel contrasto a quei fenomeni che creano allarme sociale, quei dati in crescita, quella
microcriminalità di strada.
Quindi ci siamo riorganizzati, abbiamo pensato di integrare l'attività di Polizia di
prossimità dei Vigili quartiere con quei numeri che prima vi ho citato, con l'intervento, la
nascita di un gruppo di intervento rapido di motociclisti, 8 motociclisti che opereranno in tutte
le condizioni meteo possibili, escludendo soltanto la neve e quando la pioggia rende
impraticabile il veicolo, per intervenire rapidamente su tutto il territorio a contrasto
dell'insorgere dei fenomeni.
Abbiamo pensato di rendere la nostra Polizia annonaria ancora più specializzata per
poter contrastare con maggiore efficacia quei fenomeni di disturbo che prima vi ho citato, che
citava lo stesso documento della Prefettura.
Abbiamo potenziato i nuclei di Polizia Ambientale di Edilizia fondendoli in un unico
grande servizio a contrasto dell'illegalità in quell'ambito.

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Abbiamo previsto pattuglie velomontate, quindi 8 colleghi che effettuano un servizio
velo montato, sul territorio, per muoversi più agilmente, per poter avere anche un contatto
differente con i cittadini.
Io non so se ho terminato il tempo, mi fermo.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Grazie, vi ringrazio perché questo consente di utilizzare ancora 15 minuti stando nei 45
previsti da parte dell'Assessore Moccia cui do la parola.
Prego.
ASSESSORE MOCCIA AMBROGIO
Saluto la Presidente del Consiglio, signori consiglieri comunali e colleghi della Giunta e
apro il mio intervento con l'espressione di un auspicio, auspico che questa seduta di Consiglio
comunale segni un momento di rafforzamento della sicurezza urbana in città.
Non è un auspicio di carattere utopistico, ma è un auspicio che muove da un dato di
carattere, per così dire storico autobiografico ed è la percezione dell'atteggiamento di tutti i
Consiglieri Comunali sul tema della sicurezza in questi due anni e passa, di Consiglio Comunale
che abbiamo condiviso e muove anche da un presupposto di carattere legislativo.
Cercherò di parlare per argomenti concreti e con riferimenti che sono propri di chi
vuole affrontare un tema di carattere giuridico con serietà, cioè riferimenti normativi.
Dicevo che spero che questo Consiglio Comunale segni un momento di crescita della
sicurezza in città, perché sicurezza dobbiamo ricordarlo tutti quanti o apprenderlo, se per caso
qualcuno dei presenti non ne ha notizia.
Sicurezza, in particolare sicurezza urbana, non è soltanto un concetto di carattere
giornalistico, è anche un tema di carattere strettamente tecnico -giuridico ed è la sicurezza
urbana, definita, permettetemi un attimo di pedanteria, è definita dalla legge 48 del 2017 in
questi termini, la definizione di sicurezza urbana: “Il bene pubblico che afferisce alla vivibilità
e al decoro delle città da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione e recupero
delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione
sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio; la promozione del
rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza
civile, cui concorrono prioritariamente anche gli interventi integrati da parte dello Stato, le
Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali nel rispetto delle rispettive
competenze e attribuzioni”.
Coesione sociale. La coesione sociale potrà ben essere potenziata dal coinvolgimento, in
assoluta sinergia, di obiettivi e spero anche di azioni, di tutte le forze politiche e di tutte le
rappresentanze civiche, delle quali voi siete testimonianza. Sostanzialmente, c’è bisogno, per
rafforzare la coesione sociale, di un confronto di carattere costruttivo, quello, e questo è il
riferimento al quale ho fatto cenno riguardo ai primi due anni di Consiglio Comunale che ho
condiviso, quel sentimento di coesione, di costruttività che sempre, anche da parte degli
interventi più severi nei contenuti, delle minoranze, di solito, rivolte alla gestione
dell’Assessorato alla Sicurezza mi sono stati mossi. Critiche, ma costruttive e miranti a un
obiettivo, quello del potenziamento della sicurezza urbana; sicurezza urbana intesa come dice

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la legge. Non solo un auspicio, però, anche una ricognizione, ovviamente una ricognizione dello
stato dell’arte. Ho inteso suddividere il mio intervento sostanzialmente in quattro capitoli: il
capitolo dell’introduzione, che ho sviluppato attraverso quelle poche parole; il capitolo della
descrizione dello stato dell’arte e della sicurezza reale; il tema della sicurezza percepita e il
problema, la prospettiva, l’importanza della tenuta del tessuto sociale della città. Senza
coinvolgimento positivo dei cittadini, il bene della sicurezza non potrà essere garantito; le
aggressioni alla sicurezza sono sussistenti e sono le aggressioni crescenti.
Dicevo, lo stato dell’arte. Allora, per quanto riguarda la sicurezza reale, basterebbe invitarvi a
ripercorrere i dati che ha esposto il Comandante della Polizia locale, i dati numerici sono dei
fatti, non sono contestabili, per arrivare alla conclusione che la sicurezza reale nella città di
Monza non ha conosciuto peggioramenti, tutt’altro; la percentuale dei reati, e reato è
l’indicazione della massima patologia in termini di legalità che si possa verificare, la
percentuale dei reati per numero di abitanti pone la città di Monza in posizioni del tutto, per
così dire, apprezzabili nel panorama nazionale. Monza è una città molto più sicura di analoghe
città, analoghe per demografia, per numero di abitanti, ma anche per caratteristiche di
carattere sociologico, però questo non è sufficiente se in là, o meglio, non è sufficiente che del
benessere dei cittadini dà un’interpretazione che non sia legata soltanto a fattori aridi, seppur
significativi, perché sono i numeri, ho utilizzato un’espressione assolutamente antinomica. Ci
sono dei ragionamenti da sviluppare sui dati che ha appena trasmesso il Comandante; questi
dati stanno a testimoniare uno sforzo importantissimo in termini di impegno delle risorse
umane della nostra Polizia locale nel contrastare i fenomeni di illegalità; credo, spero, sono
convinto, gli interventi che si sono succeduti in questo Consiglio Comunale non sono mai andati
in una direzione diversa, che della quantità e anche della qualità dell’incisività dell’impegno
non ci sia stata alcuna persona che abbia inteso dubitare; casomai, si è messa in discussione o
comunque si è manifestato il dubbio e la preoccupazione circa la incisività dei risultati. Beh, a
proposito dei risultati, mi permetterete, evitando qualunque tendenza, qualunque inutile
suggestione di confronto comparativo con il presente, il passato recente, il passato prossimo, il
passato remoto, permettetemi, a proposito dei risultati, di ricordare che, grazie allo sforzo di
donne e uomini della Polizia locale e magari all’impegno, non dico alla competenza, perché
non vanto alcuna competenza superiore in materia di pubblica sicurezza, magari potrei
spendere qualcosa a proposito della mia competenza in materia di Polizia giudiziaria, e credo
che voi conosciate la differenza, ovviamente, fra queste due terminologie, Pubblica Sicurezza,
Polizia di Sicurezza, Polizia Giudiziaria, dicevo, senza cedere alla suggestione di comparazioni,
però non posso dimenticare che, grazie allo sforzo anche un pochino del sottoscritto, sono stati
risolte in città delle criticità così radicate sul nostro territorio da essere definibili, tra molte
virgolette, come storiche criticità. Lo spaccio di droga nella zona degli Artigianelli; l’area
Campini, le aree circostanti erano un teatro di spaccio di droga a cielo aperto di fiorente
intensità, fiorente ovviamente per i suoi gestori, da tempo molto risalente; e beh, grazie
all’azione congiunta della Polizia locale, che ha lavorato in silenzio e molto, molto
costruttivamente, per settimane, per mesi e all’intervento risolutivo dell’Autorità giudiziaria,
che ha emesso misure cautelari, che sono state un vero colpo di scure alla radice della
malapianta dello spaccio, quella zona della città è stata, per così dire, riconquistata alla vita
civile, con la prospettiva, tra l’altro, di potenziarne anche la capacità di trasmissione di
benessere, di risanamento completo anche sotto il profilo della godibilità. Piazza Garibaldi.
Quando ho preso confidenza con le criticità di Monza mi è stato rappresentato che in piazza

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Garibaldi la notte, in particolare nei fine settimana, si scatenavano dei sabba incredibili di
illegalità, comprese gare di velocità intorno alle auto parcheggiate, consumo di droghe e alcool
a dismisura e un degrado dal contenuto criminale di estrema aggressività. La situazione è stata
risolta alla radice. Piazza Indipendenza. È una criticità che si riaffaccia, è una criticità, sulla
quale risultati significativi, ma parziali e temo non definitivi, sono stati raggiunti, è un altro
momento di testimonianza che qualche volta il lavoro silente e assiduo può portare anche a
risultati importanti, al superamento di criticità serie. Ma questo che cosa vuol dire? Tema,
stato dell’arte. Che la situazione di Monza è una situazione da Eden? Niente affatto. Se i
risultati sono stati raggiunti, se lo sforzo di donne e uomini della Polizia locale merita soltanto
di essere elogiato; permettetemi di dire che non accetterei delle critiche alla qualità e alla
quantità dell’impegno degli uomini in uniforme, mi ribellerei, s’intende dialetticamente non
altrimenti; allora, se per quanto riguarda i risultati, credo che i fatti siano da archiviare nei
termini che ho riepilogato molto sommariamente, di sicuro la descrizione, la percezione di
quello che è nell’attualità la situazione di Monza non è scevra di criticità, una delle quali posso
definirla tendenzialmente nuova e di intensità crescente. E credo che siate rapidamente corsi
con la memoria recente, perché, vedete, la memoria è singolare, qualche volta la memoria
retrograda riaffiora, la memoria recente si perde; credo che la vostra attenzione sia corsa alla
memoria recente di un dato: la riunione del Comitato sull’Ordine e la Sicurezza pubblica, alla
quale ha fatto riferimento il Sindaco, è stato, avete sentito la data, vero? È stata quella dell’11
ottobre di quest’anno; il giorno dopo, fra piazza del Carrobiolo, via De Amicis, via Carlo
Alberto si verificava un fenomeno criminale, perché marachelle, ragazzate, baby gangsterate
sono dei termini molto riduttivi rispetto a quello che è successo in quella notte, che ha fatto
schizzare il livello di percezione, anzi il livello di allarme anche di chi vi parla a proposito della
consistenza del pericolo criminalità giovanile; la devianza è un problema complesso, che
l’Amministrazione non intende assolutamente affrontare con piglio militaresco, è un problema
complesso che determinerà l’importanza di un approccio di carattere multidisciplinare,
sinergico, che coinvolgerà, anzi porterà all’incremento del coinvolgimento di altri settori
dell’Amministrazione, che sono i servizi sociali, la partecipazione, operatori che daranno il loro
contributo al contrasto, alla prevenzione prima che al contrasto, del fenomeno del degrado,
della devianza giovanile in criminalità, però l’episodio del 12 ottobre merita di assurgere a
scintilla di una risposta, che non potrà che essere una risposta che faccia ricorso all’estremo
rimedio dei fenomeni di criminalità, che è la risposta giudiziaria. Sotto questo profilo,
fenomeno grave, risposta di massima prontezza e incisività, non faccio tradimento di alcun
obbligo di segreto con il segnalarvi, voi ricorderete, anzi, sapete che avevo fatto pervenire alla
Conferenza dei Capigruppo il suggerimento dell’ipotesi che una parte della seduta di questo
Consiglio si svolgesse a porte chiuse, un dato riservato ma non secretabile, che magari avrei
esposto più dettagliatamente a porte chiuse, lo posso comunque comunicare; ho preso contatti
con la Procura della Repubblica Minorile per dare alla tematica la veste, l’inquadramento e la
risposta istituzionale che il fenomeno merita.
La situazione della stazione e dintorni; dintorni, nel senso molto lato del termine; ha fatto
riferimento, il Sindaco, a strade, luoghi richiamati dal Comunicato stampa del Prefetto;
assolutamente l’azione è da intensificare e da portare a compimento con uno sforzo
supplementare, al quale non intendiamo minimamente sottrarci; ci sono, fra l’altro, nelle
criticità che sono evidenziate, dei segnali importanti ....(interventi fuori microfono)... se posso
contare sul consenso dei signori Consiglieri Comunali, vado avanti. Ringrazio la vostra risposta

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con garbati cenni e vado avanti; anche perché, nella zona, devo dire che una persona la vedo
qui in aula presente, ci sono attestati forti della presenza di cittadini non soltanto esasperati
dalla situazione, però anche pronti, e questo ne fa dei cittadini che non esito a definire
“modello”, pronti a superare l’imbarazzo, la paura, l’ansia che genera la situazione di
incertezza, esponendosi come soggetti che trasmettono informazioni e segnalazioni di acute
criticità alle persone, alle figure istituzionali e qui apro un altro tema; il tema della sicurezza
percepita e dintorni. Monza è una città, nella quale la percezione di insicurezza è crescente; si
potrebbe liquidare malamente l’interpretazione di questo dato, dicendo: beh, dipende
dall’intensità con la quale si amplifica la gravità di certi singoli episodi e viceversa in non cale
che si lascia che investa le azioni virtuose di intervento sul crimine; non me la sento affatto di
imboccare questa strada, questa chiave di lettura non la voglio proporre minimamente; l’ansia
dei cittadini, la preoccupazione dei cittadini, addirittura la paura dei cittadini sono un fatto,
sono un’espressione di malessere, ai cittadini va garantita la sicurezza anche come
atteggiamento, come situazione psicologica e se non si affronta in questi termini questo tipo di
concetto che viene riduttivamente chiamato l’insicurezza percepita, non mi piace se mi
considerate un placebo di illustrazione, se non si affronta radicalmente non si risponde ai
doveri di un’Amministrazione e quando dico Amministrazione mi permetto di fare riferimento a
tutto il Consiglio Comunale, non soltanto agli Amministratori in Giunta, l’Amministrazione di
occuparsi del benessere dei cittadini; l’ansia è alternativa al benessere, l’ansia è malessere;
non voglio, però, meritare un richiamo, che agli albori del Consiglio Comunale mi fu rivolto da
un severo intervento del Sindaco precedente, che sto guardando in questo momento, il quale, a
proposito di una mia risposta, in cui ero impacciato nel parlare di legalità, di prevenzione, mi
invitò a non utilizzare il linguaggio della... cos’era... sì, insomma, quello lì era richiamato, era
invocato dal film “Amici miei”, ci siamo intesi, il linguaggio della supercazzola; quindi, mi
correggo e riprendo il linguaggio dei fatti. Perché, però la coesione dei cittadini dia il risultato
di essere un propellente per il superamento delle criticità, va superato un problema, che,
questo sì, riguarda e muovo in termini di, mi si permetta questa espressione, rimprovero nei
confronti di alcuni cittadini: il problema dell’omertà. Mi avete già sentito parlare in Consiglio
Comunale di questo argomento; beh, io trovo inammissibile, cioè inammissibile, pardon, trovo
triste, trovo preoccupante che della interpretazione dei contenuti della rissa del 12 settembre,
io abbia saputo, per via del tutto contingente, da genitori di ragazzi che avevano parlato con
l’amico, il quale aveva riferito, fino a ricostruire la vicenda, tutti i passaggi, che non sono stati
quelli descrittivi dell’ipotesi di interpretazione giudiziaria di quello che è successo al
Carrobiolo e dintorni, tutto quanto frutto di una serie di voci, correnti dappertutto meno che
nelle sedi istituzionali; perché si possa contrastare seriamente l’illegalità, bisogna conoscerne i
termini; i cittadini devono avere fiducia nelle istituzioni, la paura di denunciare o, peggio, la
voglia di non denunciare, perché chi denuncia è un infame, sono antinomiche rispetto alla
tenuta sociale.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Assessore, mi scusi, è sgradevole per me interrompere, però, siccome il tempo dedicato
all’Amministrazione è scaduto, le chiedo un minuto soltanto per concludere, in modo da aprire,
poi, il dibattito, per favore.

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ASSESSORE MOCCIA AMBROGIO
Ho aperto con riferimento a un articolo di giornale, che il 15 ottobre lanciava un grido di
allerta per la città: “Rissa in centro, tre giorni, passanti terrorizzati si rifugiano nei locali”,
chiudo con un giornale, invece, del 2023, sul quale in nessuna riflessione è un auspicio. L’altro
quotidiano stampato di Monza, in quella data, nel 20 aprile 2023 informava, con un servizio
richiamato in prima pagina, un servizio dal contenuto coraggioso quanto documentato: “Le
‘ndrine a Monza così si mimetizzano” e informava della presenza e consistenza
dell’infiltrazione dei dubbi... in città; questo è un allarme, sul quale mi sarebbe piaciuto, mi
piace oggi, mi piacerà domani intraprendere non uno, ma due, tre, quattro Consigli Comunali
aperti o sedute di Commissione, perché la coesione sociale è l’unico antidoto alla penetrazione
delle mafie in qualunque città che voglia conservare la salvaguardia dei propri imprenditori,
dei proprio cittadini e benessere civico.
Grazie per l’ascolto, scusate per i tempi lunghi.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Grazie. Apriamo ora la fase di discussione generale sull’argomento con, appunto,
interventi di dieci minuti per gruppo; ogni gruppo li gestisce come ritiene, se dividerli tra più
componenti o concentrarli.
Prego, Consigliere Cirillo.
CONSIGLIERE CIRILLO FRANCESCO
Grazie, Presidente. Grazie al Sindaco, grazie all’Assessore Moccia, grazie al Comandante
della Polizia locale.
Che lo si voglia riconoscere o meno, stiamo sicuramente vivendo un’emergenza,
un’emergenza legata alla questione della sicurezza, perché i continui e ripetuti episodi di
cronaca spingono la nostra attenzione sempre lì, sempre sulla questione della sicurezza. La
sicurezza non è di destra e non è di sinistra, ma dovrebbe rappresentare comunque il
paradigma per ogni amministratore locale, però, ricordiamolo, questo Consiglio Comunale è
stato chiesto dalla minoranza. E sicuramente un motivo c’è, perché in questi due anni e
quattro mesi, come ha ricordato il Sindaco, io non ho mai sentito un intervento dai banchi della
maggioranza che ponesse l’accento, l’attenzione e un richiamo alle questioni della sicurezza
nella nostra città; nulla. E ricordiamo che la sicurezza è un diritto di ogni cittadino ed è il
diritto che oggi ogni cittadino richiede maggiormente. Non è mia intenzione fare allarmismo e
non ne sono proprio il tipo, ma il mio è più un grido, un grido di un padre di figli adolescenti,
che teme per la loro incolumità, è soprattutto il grido di un amministratore pubblico, a cui
viene quotidianamente richiesto maggiore impegno sulla sicurezza, ma che si sente solo, come
mi sono sentito solo domenica 13 ottobre, quando, intorno alle nove del mattino transitavo in
vicolo Paolo Frisi e ho iniziato a vedere, verso la fine, verso piazza Carrobiolo, una serie di
schizzi di sangue molto evidenti e arrivato in piazza Carrobiolo ho visto gli operatori della
Sangalli impegnati in un’attività straordinaria di pulizia, di pulizia di che cosa? Di evidenti e
protratte macchie di sangue per tutta la piazza. Questa non è percezione, purtroppo, questi
sono fatti, fatti di cronaca, fatti di cronaca che non possono che allarmare, che non possono

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che creare allarme in tutti i cittadini; viviamo questa emergenza sicuramente e questa
emergenza va affrontata, chiamando la città e tutti i suoi settori e tutti i suoi attori a parlare,
non certo sottraendosi al confronto. E invece io ho avuto la percezione che vi fosse la volontà
di sottrarsi al confronto giovedì scorso, quando, durante la Capigruppo, siamo stati chiamati a
decidere sulla richiesta, a mio avviso assolutamente legittima, del primo proponente di questo
Consiglio Comunale, il Consigliere Galbiati, che aveva chiesto di poter intervenire per cinque
minuti per illustrare i motivi che hanno spinto lui e tutti i Consiglieri di minoranza a richiedere
la trattazione di questa serata. Ma in maniera coesa e compatta, tutti i Capigruppo di
maggioranza, hanno respinto la richiesta, adducendo le più svariate motivazioni: non si è mai
fatto prima, se vuoi ti possiamo concedere tre minuti ma dopo, senza contare che
l’illustrazione, proprio perché è tale va fatta prima dell’inizio. Comunque, io l’ho vissuta
proprio come una volontà di sottrarsi al confronto, la volontà di poter spiegare le motivazioni.
Il lato politico, però, più importante resta questo: la consapevolezza che il tema della
sicurezza della città è di una portata tale che non può essere risolta isolandosi e può essere,
invece, risolto solo chiamando tutti a un esercizio di comune responsabilità. La sicurezza non
ha e non deve avere colore politico, ma deve essere incessantemente perseguita da tutte le
forze politiche. Un punto centrale è distinguere quello che riguarda l’azione delle forze
dell’ordine e quella che riguarda l’attività politica e amministrativa, che debbono essere non
certo separate, ma integrate e che, soprattutto, debbono essere ispirate all’identica finalità.
La legge, come ha già richiamato l’Assessore Moccia, offre una lettura chiara dei compiti e del
ruolo del Sindaco e dell’Amministrazione; il Sindaco rappresenta, lo sappiamo bene, il vertice
dell’Amministrazione locale, più propriamente è responsabile dell’amministrazione del
Comune; anche per queste ragioni, il legislatore ha attribuito al Sindaco, a differenza di altri
organi dell’Amministrazione comunale, costantemente più funzioni, specie in quelle materie,
in cui maggiormente c’è la necessità di una risposta diretta e immediata ai bisogni dei
cittadini. Tra queste funzioni, sono sicuramente ricomprese quelle connesse alla sicurezza e
all’incolumità pubblica, perché negli ultimi anni sono salite all’apice delle preoccupazioni dei
cittadini; non si può dire che vi sia una sicurezza cittadina delegabile ad altro organi dello
Stato, essa è in carico al Sindaco e all’attività amministrativa; l’aspetto relativo all’ordine
pubblico di questa sicurezza fa capo sicuramente alle forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri,
Polizia locale e al Prefetto, insieme a noi però, insieme a noi, appunto, come ente comunale,
perché parte è del Sindaco e del Comune e attraversa tutta la politica dell’ente; voi, quindi
anche noi, abbiamo un compito: non possiamo però chiedere ad altri quello spetta alle nostre
competenze, ma, anzi, dobbiamo chiedere agli altri di tenere conto dell’indirizzo politico
generale della città, perché essi rendano coerenti, con l’indirizzo politico, le loro iniziative. Lo
ripeto, voi avete un compito e se vorrete noi saremo al vostro fianco, tanto quanto lo sono ogni
giorno le forze dell’ordine, a cui va il mio sentito ringraziamento, non solo da Consigliere
Comunale, non solo da cittadino, ma soprattutto da padre. Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Aiutatemi a capire per la discussione. Consigliere Cirillo, lei ha utilizzato sette minuti,
vuol dire che il suo gruppo usa gli altri tre? Grazie. No.
Consigliere Longo, prego.

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CONSIGLIERE LONGO MASSIMILIANO
Bene, intervengo per... innanzitutto, all’inizio del mio intervento non posso far mancare,
perché non è mia intenzione, non è intenzione del gruppo di Forza Italia, non riconoscere il
lavoro che è fatto dalla Polizia locale, quindi noi abbiamo massima gratitudine per il lavoro
svolto da loro e svolto da tutte le forze dell’ordine. Quello che, però, contrasta con questo che
sto dicendo è l’atteggiamento che ho sentito in questo Consiglio da parte di alcuni esponenti
della maggioranza, che più di una volta hanno sottolineato di non condividere l’attività svolta
dalle forze dell’ordine, troppo pressante nei riguardi di chi si fuma uno spinello o comunque
nei riguardi dei troppi controlli nei confronti dei giovani che passano le serate, soprattutto nel
fine settimana, nel nostro centro storico e non solo. Lo trovo abbastanza assurdo e alquanto
contraddittorio con poi quello che giustamente il Sindaco e l’Assessore competente hanno
espresso; quindi, prendiamo una posizione, o siamo consapevoli che la situazione non è grave,
non voglio usare parole eccessive, è preoccupante, ma nello stesso tempo evitiamo di
esprimerci in questi termini, soprattutto per rispetto nei confronti di chi si impegna per
garantire la nostra sicurezza. Potrei, per cortesia, avere silenzio? Grazie. Soprattutto, vi dico
che ci sono delle azioni che potete porre in essere immediatamente, il buio acuisce
sicuramente l’insicurezza, la sensazione di insicurezza, che però, purtroppo, ha delle basi, non
è soltanto un’insicurezza percepita ma in realtà non suffragata dalla realtà, purtroppo. Eh,
Assessore mi permetta di dire che lei ha parlato di omertà, sa bene che non mi appartiene, mi
sono esposto, ne ho subito le conseguenze, fortunatamente non gravi, sa anche benissimo,
anzi, ve lo comunico che se avessi voluto cavalcare quell’onda, sarei andato su tutte le
televisioni, perché mi hanno chiamato tutti e io non ho accettato di intervenire a nessun
programma televisivo; quindi, il mio intento era solo ed esclusivamente porre fine a
un’emergenza che vedevo in piazza Trento e Trieste e devo riconoscere il lavoro fatto dalle
forze dell’ordine, perché in parte è stato risolto. Però, a tal proposito, le dico subito, mi
preoccupa vedere rinascere delle situazioni di emergenza sulle scale del liceo “Zucchi”,
praticamente sia lato biblioteca dei ragazzi sia lato Infopoint; e poi, sa bene, perché ho visto
l’intervento delle forze dell’ordine, che sabato sera, scusate, è successo qualcosa che non sono
riuscito a comprendere, a parte una festa con fuochi d’artificio, sembrava quasi Capodanno,
ma questo poco importa, ma è successo qualcosa di più importante, vista la quantità di forze
dell’ordine che sono intervenute e hanno accerchiato un gruppo di circa, non state a guardare
il numero, perché io approssimativamente ve lo posso dire, di trenta-quaranta persone; quindi,
attenzione, non ritorniamo indietro, non ho intenzione di vivere io né i cittadini che lavorano o
vivono in quella piazza di nuovo quelle situazioni di grave emergenza che abbiamo vissuto,
purtroppo, per quasi due anni. Le dicevo, l’omertà dipende anche dalla paura, cioè, non tutti
hanno il coraggio di subirne le conseguenze, perché poi giustamente molti genitori mi dicono:
ma come faccio a denunciare? Se io vado a denunciare, poi i miei figli li devo chiudere in casa,
perché, purtroppo, anche per colpa delle leggi di questo Paese il giorno dopo sono per strada e
chi mi garantisce che io possa far uscire i miei figli in tranquillità? E la preoccupazione più
grande è proprio delle famiglie, Assessore, cioè, molte famiglie temono ogni qualvolta i figli
minorenni escono di casa; prima, nelle ore serali, adesso anche nelle ore diurne, anche nel
pomeriggio, perché purtroppo si susseguono episodi che lei comunque ha riconosciuto, dove
vedono protagonisti, questi episodi, i ragazzi: vengono accerchiati, derubati da baby gang, non
è razzismo il mio, ma è una constatazione di fatto, sudamericani o nordafricani in prevalenza,

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non soltanto; è un dato di fatto, però queste cose... so che non c’è la bacchetta magica per
risolvere queste questioni, però bisogna impegnarsi e soprattutto pensarla tutti nello stesso
modo, non ripeto quello che ho ripetuto all’inizio del mio intervento. Le dico che i problemi di
maggior insicurezza, oltre a piazza Trento e Trieste, quello che le ho già citato, ci sono...
sussistono ancora in piazza Duomo, in stazione ma è risaputo, poi le dico ora anche il Ponte dei
Leoni, lo stesso Ponte dei Leoni, ma sia la passerella che va verso il mercato che quell’altra
passerella che va sulla sinistra venendo dal centro, anche lì c’è chi ritiene di essere
proprietario e di dettare legge, è forse il caso di fargli capire che non è così. Lo stesso avviene,
vabbè, nel Nei, lo sa bene, adesso da un certo... negli ultimi tempi mi sottolineano anche
persone grandi, di una certa età che sono preoccupate per l’acuirsi di situazioni in via Lecco, in
adiacenza del noto supermercato che non cito per evitare di fargli pubblicità, dove una volta
c’era l’edicola, lì, purtroppo, ci sono un gruppo di sbandati, me li hanno definiti così, che però
preoccupano i tanti anziani che vanno a fare la spesa in quel posto, che purtroppo è rimasto
l’unico luogo, dove poter andare a fare un po’ di spesa; via Bergamo, lo sappiamo bene, lì si
tratta prevalentemente di giovani e delle baby gang che ho citato prima; corso Milano; via
Italia, più o meno zona Rinascente, anche lì è una situazione che non si è creata con voi, è
precedente, però abbiamo cercato di arginarla; mi permetta di dire, non dite che
l’accoltellamento è avvenuto quando c’era la ruota panoramica, perché è un falso storico, l’ho
sentito dire qui, è una barzelletta, la ruota panoramica era stata appena montata,
l’accoltellamento è avvenuto prima, non è che cambia molto, però, sa, sentire certe cose fa un
po’ ridere. La passerella di via San Gottardo l’ho messa alla vostra attenzione più volte. E per
concludere vi dico: la percezione di insicurezza, la paura che tanti cittadini hanno, li ha
addirittura spinti oltre; mi hanno chiesto: è possibile pagare noi delle guardie private, una
vigilanza privata per garantirci la sicurezza nella strada dove viviamo, naturalmente da persona
che rispetta la legge li ho sconsigliati, ma comunque questo denota la grande preoccupazione
che hanno e non escludo che si possa prevedere, mi rimetto a lei, uomo di legge, delle forme
di collaborazione, di sicuro non potranno intervenire per ovvie ragioni, ma perché non pensare
che qualora dei cittadini si offrano per collaborare, non ci possa essere anche l’intervento di
queste guardie private, che vigilino in alcune vie, in alcune strade, in alcune piazze,
naturalmente poi in caso di situazioni di grave pericolo è chiaro che dovranno chiamare le
forze dell’ordine, però è un supporto che non so se convenga in una situazione come quella che
stiamo vivendo, se si possa rinunciare; secondo me bisogna ragionare e vedere se, nel rispetto
della legge, sia possibile fare uso anche di polizie private, forme di vigilanza privata. Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Chiudiamo qui? Consigliere Galbiati, prego.
CONSIGLIERE GALBIATI STEFANO
Buonasera a tutti. Vado io, allora, visto che nessuno si.... Allora, di cose da dire ne avrei
veramente tante, di pensieri pure. Allora, innanzitutto direi che ciò che è uscito dal Comitato
dell’ordine pubblico, il Comitato dell’11/10 del Prefetto Palmisano, o del 03/10, mi correggo...
03/10 giusto... la riunione è stata il 03/10, dove ha partecipato anche lei, signor Sindaco,
questa è ciò che scrive il comunicato in qualche modo, tra virgolette, mi rincuora, perché dal

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comunicato si evince assolutamente che le zone a rischio, che sono state citate, sono le zone a
rischio che hanno segnalato la maggior parte dei cittadini e anche il sottoscritto; quindi, sono
tranquillo, perché quello che io ho segnalato non ha alterato la percezione di una realtà di
sicurezza alterata, appunto; evidentemente, quello che io ho segnalato e quello che i cittadini
hanno così ben dichiarato è una realtà, perché sennò il Prefetto non avrebbe dato seguito così
precisamente ad alcune indicazioni, come quella della zona della stazione, come quella della
zona di largo Mazzini, quindi, è tutto vero, in buona sostanza; menomale, Dio non voglia.
Parto anch’io dicendo subito, così ci togliamo subito, ma l’ho già detto più di una volta,
l’Assessore lo sa, il Comandante anche, che io e tutto il mio gruppo, ma io in testa a tutti, non
ho mai, mai e non lo farò mai, discusso sulla qualità del lavoro degli uomini e delle donne della
Polizia municipale, non è qua la sede, non vedo cosa ci sia da discutere, anzi riconosco lo
sforzo, con i pochi mezzi che avete, che fate quotidianamente in una città come la nostra,
che, ricordo, è la terza città della Lombardia; noi siamo rimasti, per certe cose, ancora al
paesotto monzese di qualche anno fa, ma siamo diventati la terza città della Lombardia; ecco,
gli investimenti in sicurezza e in Polizia non sono, secondo me, direttamente proporzionali alla
crescita della nostra città; quindi, dovrebbero esserci molti ma molti più investimenti proprio
dedicati alla Polizia locale, dedicati alla sicurezza, dedicati all’illuminazione, dedicato a tutto
quello di cui stiamo parlando questa sera, togliendoli magari in altri punti, secondo me un po’
più superflui, perché oggi la sicurezza, come ha ben detto lei, Assessore Moccia, è
fondamentale, perché il creare ansia nella vita quotidiana dei nostri concittadini, l’avere ansia
a uscire la sera, l’avere ansia a ritornare dal lavoro in stazione o l’avere ansia di salire sui
pullman per andare a scuola o per fare il tragitto scuola, perché in qualche modo qualcosa si
rischia, è una situazione inaccettabile a mio modo di vedere; io non vorrei sentire mai e poi
mai parole tipo: eh, ma non siamo l’unica città, eh ma è normale, ormai tutte le città sono
così, io questa è una cosa che non vorrei sentire mai, mai, vorrei sentire: proviamo noi, la
nostra città a fare qualcosa che le altre città non hanno fatto, ecco, questo mi piacerebbe
sentire, ecco che mi piacerebbe che qualche consigliere di maggioranza mi avesse anticipato,
per esempio, nelle dichiarazioni, perché io vorrei sentire questa cosa, vorrei sentire che
veramente tutti stiamo remando dalla stessa parte, perché, come già qualcuno ha detto, io in
questi due anni non ho sentito lamentele, allora mi viene il dubbio, ma i consiglieri di
maggioranza hanno una percezione della sicurezza diversa, oppure non gli segnalano niente,
oppure sono loro che non riportano in Consiglio Comunale? Ecco, queste cose qui mi lasciano un
po’ pensieroso e non mi piace, è una cosa che non mi piace, l’ho già detto e l’ho già ribadito
più di una volta; così come non mi piace, questo glielo dico spassionatamente, Assessore
Moccia, sentire: abbiamo risolto definitivamente; no, no, non mi piace, non mi piace perché io
abito vicino agli Artigianelli, è vero che agli Artigianelli in qualche modo la situazione si è
risolta, però si è spostata di duecento metri, via Gramsci, ecco,... no, va bene, ma io riconosco,
attenzione, io non sono qua, ripeto per... però non mi piace, cioè, noi l’atteggiamento è quello:
dobbiamo continuare, non abbiamo risolto, perché l’abbiamo risolto, purtroppo non porta a
nulla; è un piccolo scalino, è un qualcosa che abbiamo fatto, ma non ci adagiamo sull’abbiamo
risolto; così come non ci adagiamo sui numeri, perché i numeri che il Comandante ha portato,
che sono reali, assolutamente, vanno bene, vanno bene gli arresti, vanno bene... però i
paragoni, siamo andati in crescendo, c’è stato un momento, addirittura, che ho avuto la
sensazione che andasse tutto bene, perché quasi quasi dai numeri sono decrescenti le
situazioni di criminalità, insomma... addirittura, il sistema SISU, cioè, quello sulla percezione

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della sicurezza mi parla di numeri che vanno dal 2017 al 2021, mi corregga se sbaglio,
Comandante, però dal 2017 al 2021, aldilà che c’era ancora una parte della vecchia
amministrazione, ma, ripeto, qui apro e chiudo, perché non è mia intenzione buttarla in
politica, l’ho già dichiarato più di una volta, però ricordo anche che nel 2021 eravamo in pieno
Covid e quindi 2018, 2019... coda ’18, ’19, ’20, ’21 eravamo in pieno Covid, quindi ci sta che
alcuni atti criminali, come i furti, vadano in decrescendo, eravamo tutti in casa e quindi ci sta.
Quindi, io metterei da parte tutto questo e lavorerei sul futuro, sulla vera, quella che al posto
della percezione, sulla sicurezza reale, che questi sono i dati incontestabili, cioè quello che
veramente sta succedendo in città, quello che veramente i cittadini respirano tutti i giorni;
ecco, lavoriamo su questo, però lavoriamo anche sul sapere che cosa vogliamo fare, perché io
ho letto, e mi fa molto piacere chiaramente, ho letto che ci sarà una rivoluzione della Polizia
locale, quindi ci sarà investimenti, ci saranno una sorta di pattuglia in moto, otto agenti di più,
ci saranno dei droni, i tanto contestati droni della Giunta Allevi, ben vengano, perché aldilà
che siano stati contestati o meno è qualcosa che assolutamente serve, così come mi auguro, lo
abbiamo detto e ridetto che le telecamere di sorveglianza vengano al più presto messe in
funzione, quelle esistenti e quelle nuove, però vorremmo in qualche modo, poi, avere qualcosa
in più veramente su quando tutto questo avverrà; cioè, non vorrei che rimanessero parole al
vento; faccio un esempio: noi avevamo in dotazione, Comandante, due teser, per esempio,
così, buttata lì, comprati, messi forse in un cassetto, li abbiamo utilizzati, li utilizziamo,
saranno dati in dotazione? Eh... perché questo è fondamentale, cioè, io è questo che voglio
capire, io è sul futuro non sui numeri o sulla percezione, io è sul futuro che voglio capire
veramente dove andremo a parare; e io, noi siamo con lei, Assessore Moccia, assolutamente,
però voglio anche capire, tornando un po’ indietro, come si confronta anche lei, non la invidio
da questo punto di vista, con i suoi colleghi di Giunta e di Consiglio, perché, ripeto, io non
sento parlare nessuno su questo tema e io mi rendo conto che la sua situazione sicuramente
non è facile, anche perché leggo in giro, cioè... torno, purtroppo, ancora una volta, signor
Sindaco, sulle sue dichiarazioni, che hanno lasciato un sego strano, vere, non vere, lei ha detto
che non sono state vere, però sono uscite su quattro giornali, la percezione della sicurezza, io
non ho paura a uscire la sera, ecco, queste cose qui, queste cose qui dobbiamo accantonare; io
è questo che voglio dire, io sono convinto che se i cittadini sentissero....
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Un minuto per chiudere.
CONSIGLIERE GALBIATI STEFANO
Anche meno forse... sentissero da tutti un urlo comune, un’esortazione comune
all’Amministrazione perché lavori, perché spinga con il Prefetto, con il Questore a darci una
mano, a mettere dei presidi, a mettere dei presidi fissi, a mettere veramente gli agenti di
quartiere, i vigili di quartiere, perché i vigili di quartiere, io francamente non li ho mai visti
lavorare, ma che ci siano, che siano operativi, veramente a mettere questo ... (inc. 2,14?)
moto, chiamiamolo così, questo reparto motociclistico, ma che sia una cosa veloce, che sia
veramente qualcosa che i cittadini possano percepire, perché questo, unitamente, cioè il fatto
di vederle unitamente al pensiero politico comune di tutta la Giunta, di tutto il Consiglio,

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questo potrebbe togliere veramente ai cittadini quella percezione che voi chiamate di
insicurezza, dando probabilmente la percezione di sicurezza.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Prego, Consigliere Arbizzoni.
CONSIGLIERE ARBIZZONI ANDREA
Grazie, Presidente. Già alcuni colleghi mi hanno preceduto su un tema che, parliamoci
chiaro, è un tema che sta, diciamo così, su tutti i quotidiani, si parlava anche prima di
intervento del Comandante, citava di un reportage da parte de Il Sole 24 Ore, ma anche altri
giornali, le televisioni, alcune trasmissioni che quotidianamente, ogni martedì sera, mercoledì
sera, trasmettono situazioni pericolose in tante nostre città italiane; ovviamente, quelle più
grandi, Monza è una città media, ma che comunque inizia ad avere anche lei questi problemi di
sicurezza. Io ringrazio e ho ascoltato con molta attenzione, non voglio fare un intervento
propagandistico, sennò saremmo qua veramente a perdere del gran tempo; io credo che, e
ringrazio il collega Galbiati, che ha posto un tema che deve guardarci un po’ tutti e riguardare
le forze politiche, deve riguardare la città nel suo complesso, un tema che esiste e che non
deve essere sottovalutato, ma bisogna discuterne, cercando un approccio che non sia il solito
approccio da tifoso, da tifoserie, dove uno dice che tutto va male, l’altro dice che va tutto
bene, a seconda dei ruoli che si occupano in quel momento, ma non faremmo veramente il
bene della città, ma sarebbe veramente la... così, un po’ di ipocrisia, no? Durante il dibattito.
Ecco, io esco da questo schema che non mi piace, vorrei volare un po’ più alto e cercare di
buttare via un po’ di riflessioni, qualche suggestione; ringrazio sicuramente, perché ho
ascoltato con molta attenzione l’intervento del Sindaco, che ha parlato, ha fatto anche dei
concetti che mi trova anche d’accordo, perché la sicurezza poi deve essere portata avanti
anche dalla cosiddetta “coesione sociale”, quindi le cose vanno di pari passo, quindi mi trova
in questo discorso; ho ascoltato il Comandante, che ha snocciolato una serie di dati che ci
sono, che sono veri, che non si possono, diciamo così, contraddire, che non si possono, diciamo
così, contrastare; ho ascoltato con molta attenzione anche l’Assessore, ecco, io non so se sto
dicendo una stupidata, però così come è successo in un precedente Consiglio aperto, io... a me
sarebbe piaciuto personalmente, magari poi verrò accusato di lesa maestà, però tra i banchi io
mi sarei anche aspettato, non dico il Questore, che magari fa altro, ma magari un suo delegato
della Questura, mi sarebbe piaciuto, come me e come i miei colleghi, magari di interloquire,
sapere qualcosa di più rispetto alle posizioni dell’Assessore, giustamente, che si sta
impegnando, del Comandante che si sta impegnando e del primo cittadino; questa è una mia
curiosità, così come il Prefetto, magari non il Prefetto direttamente, ma, ripeto, un delegato,
sarebbe stato un dibattito un po’ più, non dico, vivace ma un po’ più anche interessante, con
altre riflessioni, con altri dati, perché, parliamoci chiaro, qui tutti... abbiamo governato anche
noi, io mi ricordo che l’amico Sindaco, l’amico Dario, insieme all’ex Assessore alla sicurezza,
come voi, non dico quotidianamente ma settimanalmente erano, diciamo, dal Prefetto, dal
Questore a fare i Comitati di sicurezza; anche lì ricevevamo critiche, e anche lì non tutto
poteva essere svolto dal Sindaco, quindi è per questo che a me sarebbe piaciuto veramente,
perché poi l’ordine pubblico è il Prefetto e il Questore di fatto, non dico al cento per cento,

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ma buona parte e però non c’è questa interlocuzione. Va bene, andiamo avanti, era un po’
come era successo per la mozione fatta insieme sul discorso dei migranti, anche lì, va bene,
andiamo avanti. Io credo, ho ascoltato con molto interesse, come dicevo prima, gli interventi,
sappiamo benissimo che ormai alcune zone sono particolarmente critiche: la stazione, la
stazione era anche nella nostra Consiliatura, si è cercato anche noi con fatica di porre delle
migliorie; sicuramente i reati sono diminuiti, attenzione però ci sono reati di diverso tipo, sono
i reati, come giustamente ho scritto, reati di strada, sono quelli che forse stanno diventando
molto più pericolosi, il discorso delle baby gang, ma qui sarebbe poi da... così come le piazze di
spaccio, eh, beh, allora, ragazzi, io da questo punto di vista lo dico chiaramente la sicurezza
deve essere portata avanti dai cittadini, giustamente, dalle forze politiche giustamente, ma
anche dalle altre agenzie dei corpi intermedi e quant’altro, agenzie educative, ma qua manca
la famiglia sostanzialmente, perché, signori miei, io chiedo: le piazze di spaccio, che saranno
sicuramente formate e gli spacciatori sono di origine magari, diciamo così, straniera, ma a chi
se la vendono poi sta roba? La vendono tra di loro? La vendono a famiglie italiane, a ragazzi di
famiglie italiane, quindi chiediamoci nelle nostre famiglie, quando rientrano i nostri giovani,
che cosa hanno fatto di sera e cosa vanno a fare di sera, o se rientrano abbastanza, così,
esagitati; perché, poi questo è un altro pezzo di questo tema, dobbiamo parlarci chiaro, se lo
spacciatore è straniero il consumatore è italiano, magari di buona famiglia; questo è un forte
senso di responsabilità che dobbiamo fare tutti noi, dobbiamo anche guardare in casa nostra,
nelle nostre case, è un pezzo di questo problema, non è l’unico, ma è un pezzo. Così come
dobbiamo iniziare a smetterla che quando si governa, il problema viene diminuito, quando si
sta all’opposizione viene, a volte, ingigantito, lo dico, eh? Perché poi io faccio parte di una
formazione politica, che da alcuni viene definita “super securitaria”, ma non è così, dai,
parliamoci chiaro, se vogliamo superare questi concetti, questo problema dobbiamo anche un
po’ toglierci, uscire dai soliti steccati. Quindi, io faccio veramente un appello, lo rivolgo anche
all’Assessore, lo rivolgo anche a questa maggioranza, quindi, anche certe trasmissioni che
vengono fatte, sono state citate, la trasmissione di Del Debbio e quant’altro, ha riportato delle
situazioni; con questo non vuol dire che qui è Belfast, Monza non è Belfast, Monza non è Beirut,
ok, ma non è neanche l’Eden, come ha detto giustamente l’Assessore, quindi ci sono queste
situazioni, che secondo me, secondo la nostra forza politica devono essere attenzionate;
abbiamo sentito con estremo piacere che ci sarà una rivoluzione, una sorta di riorganizzazione
del Corpo e su questo, lo ha detto anche il mio collega, mi ha anticipato, qui non si vuole
sminuire, attenzione, lo diciamo molto chiaramente, lo sottolineiamo, non si vuole sminuire
l’importante ruolo della Polizia locale, questo attenzione, si voleva, con questo Consiglio, dare
voce anche, però, ai cittadini, ai commercianti, a molte persone che, lo dico, io sono uno che
prende i mezzi pubblici, è ora di smetterla di salire, io vedo molto spesso persone anziane che
sono intimorite, io lo dico, non è che sto agitando delle paure, sarebbe da agitare delle
speranze non delle paure, ok? Però, bisogna riconoscerla questa situazione, è una situazione
ormai di una società che ha rotto determinati, il senso di comunità non esiste, o purtroppo sta
venendo meno, però questo dobbiamo riconoscerlo, anche sui treni la sicurezza manca e in
determinate zone quella sicurezza, che in teoria deve essere percepita a volte non lo è,
nonostante l’incessante azione di Polizia locale, Polizia di Stato, Carabinieri e quant’altro;
quindi, vuol dire che bisogna fare uno sforzo ulteriore tutti insieme; l’esempio lo abbiamo
avuto l’altra sera, quando tutta quest’aula ha votato quella convenzione fatta con Provincia,
quindi unire le forze, questo è, Fratelli d’Italia su questo tema c’è, ci sarà, non è un problema;

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quello che dico io è che veramente dobbiamo uscire, poi, ripeto, nei programmi elettorali,
magari Fratelli d’Italia il tema della sicurezza lo mette al terzo punto, un altro partito lo
metterà al quindicesimo, non c’è problema, però queste due distanze si devono, per forza di
cose, trovare un momento di sintesi, di equilibrio avanzato, non possiamo permetterci più di
una parte ingigantisce il problema, una parte lo sminuisce; no, il problema c’è, si sta facendo,
sicuramente i miracoli non si possono fare, però un’attenzione particolare in determinate
zone, in determinate zone che non sono tantissime, quindi magari intervenire con dei presidi
fissi o con altre situazioni che diano veramente quel discorso di percezione di sicurezza; lei ha
citato, io sono d’accordo con il concetto che l’Assessore Moccia ha detto, quindi l’ansia, il
malessere è, diciamo così, è un’alternativa al benessere, ecco, noi dobbiamo lavorare su
questo insieme; poi, ovviamente, ogni forza politica è un po’ più predominante su quel tema
rispetto all’altra; però su questo qua... dobbiamo anche uscire da questa ipocrisia e credo che
noi adesso aspetteremo, abbiamo ascoltato, ripeto, con molta attenzione i dati che ci sono
stati trasmessi dal Comandante, che ringrazio; sicuramente è stata un’operazione quella
valida, quella degli Artigianelli, così come quella, che non vuol dire fare un derby, però vuol
dire continuità; anche il Comandante Curcio aveva fatto un’ottima operazione in via, o
Madonna... la via che... via Azzone Visconti, quindi, attenzione... quindi, diciamo che anche
questa continuità... quindi, quando...
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Riboldi.
CONSIGLIERE RIBOLDI MARCO
Grazie, buonasera a tutti. Buonasera a lei, Presidente, a cui chiedo di fermarmi a
cinque minuti per lasciare poi spazio a un collega del partito. Detto che siamo tutti grati alle
persone che sono intervenute, che hanno rappresentato la fatica quotidiana della nostra Polizia
locale, che ringraziamo, io vorrei dire che ho sentito cose che mi hanno deciso, che mi trovano
decisamente d’accordo; a partire dal fatto che non mi interessa moltissimo andare a indagare
se certi sentimenti che ci sono nella popolazione, la famosa insicurezza percepita abbiano
un’assoluta corrispondenza ai dati di fatto; sarà per il mestiere che ho sempre fatto, ma se c’è
un malessere, bisogna risolverlo, anche se è un malessere in qualche misura ingiustificato.
Sapete che coi giovani bisogna fare così, la stessa cosa bisogna fare coi cittadini. Quindi, che
un numero in più o un numero in meno giustifichi la sensazione di insicurezza, il nostro dovere
è prenderci cura di questa cosa, di questo fenomeno. Certo, c’è tutto l’aspetto che qui è stato
definito di coesione sociale, su questo non parlo, ne parleremo un’altra volta, del grande
lavoro che si può fare e si fa coi servizi sociali, con le associazioni, con il terzo settore e così
via, ma il tema di questa sera è un po’ un altro. Noi sappiamo che questa necessità è in larga
misura affidata ad altri enti dello Stato e che, è vero, il Sindaco può avere grosse
responsabilità, ma non ha molto spesso né gli strumenti legislativi né gli strumenti finanziari, di
personale eccetera per affrontarle appieno. È una realtà difficile, che però è così; vi
ricorderete tutti il clamoroso, come dire, come è stata tenuta, superata con nonchalance la
nostra mozione unanime riguardo a una certa struttura di ospitalità, che giudicavamo
inopportuna. L’altro aspetto è che molto spesso, lo ha ricordato l’Assessore qualche serata fa,

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molto spesso la stessa legislazione non aiuta; abbiamo sentito dire che l’arresto di una persona
che è in possesso di droga ha il presumibile scopo di spaccio, non è poi così facile, abbiamo
sentito dire, lo sappiamo, che certi reati che prima erano procedibili d’ufficio, adesso, invece,
richiedono una denuncia, che, insomma, comunque rende oggettivamente più difficili le
posizioni di tutti. Io credo che comunque, nonostante questo quadro di difficoltà dell’ente
comunale a intervenire, abbiamo l’occasione, mi riferisco a quanto detto dal Consigliere
Galbiati, perché fra un poco voteremo il bilancio; ho sentito parlare della necessità di
spostamento di risorse da altri campi a quello della sicurezza, con l’aria che tira immagino che
non lo spostamento, ma il trovare delle risorse sarà già difficile, ma se si può andare in questa
direzione in alcune delle cose che sono state indicate, penso alla faccenda dell’illuminazione,
perché è vero, una città più luminosa è sicuramente una città non diciamo più sicura, ma un
po’ meno insicura, ecco; dicevo, l’occasione del bilancio potremmo confrontarci con più
nettezza e chiarezza su questa faccenda.
Finisco con due cose: primo, allora per favore, togliamoci dalla testa che il
centrosinistra non è interessato alla sicurezza, che non è interessato alla legalità, che non è
interessato alla percezione di insicurezza dei cittadini, ci teniamo tanto quanto voi, voi,
scusate, tanto quanto il centrodestra. Primo. Secondo: qui è solo una precisazione; avevo
citato qualche sera fa, un paio di episodi avvenuti in passato, francamente adesso,
probabilmente mi sono espresso male, non avevo messo insieme la ruota panoramica e
l’omicidio, so bene che erano due questioni differenti, perché l’omicidio è avvenuto da
tutt’altra parte, purtroppo ha coinvolto ragazzi quasi...
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Parrella.
CONSIGLIERE PARRELLA TULLIO
Buonasera a tutti, grazie Presidente. Io partirei dall’ultimo aspetto che chi mi ha
preceduto ha sollevato, cioè, che deve essere molto, molto chiaro il fatto che la coalizione, a
cui personalmente il mio partito, io rappresento qui, non è assolutamente disinteressata e per
quanto mi riguarda, il mio partito in particolare è molto interessato all’aspetto della sicurezza
e di tutto quello che è collegato e che i cittadini mettono sotto la parola “sicurezza”, quindi
chiedo venia al Consigliere Galbiati se non ho preso parola prima di lui, ma capirà
dall’intervento che sto per fare che cosa intendo e che cosa vorrei dire in quest’aula. Il lavoro
che ho fatto in questi giorni, prendendo un po’ di appunti e mettendo in ordine un po’ di idee,
è un lavoro che i giapponesi chiamano il kaizen, sostanzialmente un metodo che è indietro a
chiedersi sempre il perché, fino ad arrivare alla soluzione, grazie all’Assessore Lamperti, a cui
tra poco chiederò qualcosa, quindi sarebbe utile che si ascoltasse insieme al Consigliere
Toselli, fino ad arrivare indietro a trovare la vera soluzione del problema. Perché di problema
viene percepito e di problema è giusto che si parli per i cittadini e quindi, siccome siamo tutti
d’accordo che questo tipo di problema è impossibile affrontarlo con la forza, mettiamola così,
non mi viene adesso su due piedi un termine migliore, ma è un tema che va affrontato nella
costruzione dell’essere umano, un teologo qui presente, che fa anche il primo cittadino l’ha
individuato perfettamente; infatti, la prima richiesta, perché di compiti sto per fare un elenco,

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la prima richiesta è a tutti noi padri di famiglia e madri di famiglia, in quest’aula ma
soprattutto fuori, anche se sono conscio che, ahimè, sono sempre di meno quelli che ci
ascoltano; fino a quando noi in famiglia non lavoreremo e faremo il nostro mestiere durissimo
di genitori, educando i nostri figli anche con i “no”, anche con i “no”, la mia generazione di
genitore è una generazione, vabbè, fallimentare è un po’ forte, comunque molto complessa,
però anche con i “no” noi non faremo bene il nostro lavoro e non faremo altro che crescere
chiaramente persone che poi domani daranno problemi, mettiamola così, punto e basta. Ma
vengo all’elenco dei compiti, chiamiamoli così, e chiamo subito in questione l’Assessore
Lamperti, che invece prima faceva chiacchiere con il Consigliere Toselli. Collegato al concetto
di tutte le deleghe dell’Assessore Lamperti, c’è un concetto molto semplice, quello
dell’ordine; noi apparteniamo e viviamo in una città, in cui grazie alla profonda tradizione
industriale era, questa città è sempre stata molto ricca di aree, che oggi sono tantissime,
l’ultimo censimento in mio possesso dice 55, ma sicuramente sarà sbagliato, spero per eccesso,
noi abbiamo una cinquantina, diciamo tante aree fuori gestione, no? Sono pubbliche, sono
privato, che danno un senso, camminando per la città, di disordine; io non sono quello che
viene definito un palazzinaro, perché non amo gli edifici, amo sicuramente più il verde, amo i
giardini per i bambini e quant’altro, ma sicuramente tra un’area totalmente dismessa e
abbandonata, e ce ne sono tante, e un ordine di un palazzo, sicuramente è preferibile, dal
punto di vista dell’ordine, un palazzo pulito, ordinato e gestito. Questo e chiudo subito con
l’Assessore Lamperti, che potrà tornare a fare quello che faceva prima.
All’Assessore Guidetti, invece, quello che vorrei chiedere è molto legato alla delega che
le è stata da poco assegnata, cioè quella della pulizia, che è un po’ il concetto dell’ordine di
cui parlavamo prima. Noi tutti quando andiamo in quelle meravigliose cittadine danesi e
svedesi, non ci permettiamo neanche di pensare di buttare una carta a terra, no? E allora
perché non possiamo farlo nelle nostre città? Ecco, io quindi chiedo all’Assessore Guidetti di
fare i massimi sforzi e di collaborare, chiedere al qui assente Assessore al bilancio il massimo
degli sforzi economici per pulire la nostra città. Così come chiedo all’Assessore Abbà, che
dall’ultimo... chiaramente responsabile per tutto quello che riguarda, è scomparto l’Assessore
Abbà, tutto quello che... lo chiedo al Sindaco... che da buon teologo si presta a questo e non
solo, eh... all’Assessore Abbà, invece, di far funzionare, come si suol dire, le lampade,
l’illuminazione è una cosa che è stata sollevata prima e insieme alle due cose, di cui abbiamo
parlato precedente, vanno sotto il grande capitolo del decoro urbano: più viviamo in una brutta
città, più l’insicurezza è autorizzata a questo tipo di persone, queste persone si sentono
automaticamente gestite, autorizzate a commettere quello, di cui poi tutti quanti noi ci
lamentiamo. Chiedo all’Assessore una cosa, a cui personalmente tengo parecchio, come
sapete, all’Assessore all’Istruzione, nonché Sindaco, in uno slogan “cento, mille nuove
Bellani”; le scuole sono i posti, dove noi fondiamo, noi facciamo crescere il nostro futuro e se li
facciamo crescere in dei posti che non meritano quella definizione di scuola, noi non avremo
delle persone che saranno migliori di noi; se vogliamo avere un mondo migliore di noi,
dobbiamo investire nel futuro per avere qualcuno che sia migliore di noi. E quindi, da questo
punto di vista, chiedo questo all’Assessore all’Istruzione, come chiedo, visto che è un punto
molto importante, ma è già stato toccato, all’Assessore Riva e all’Assessore Fumagalli
un’attenzione ancor più, quando mai si potesse, di quello che loro stanno già facendo su tutto
quello che è i servizi sociali, l’accoglienza in una parola molto, molto brutta, degli ultimi e di
coloro che veramente hanno problemi e sono sul filo del rasoio per poi passare, per passare,

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diciamo così, nella zona ombra e per passare a delinquere, mettiamola così. Ho lasciato
volontariamente per ultimo l’Assessore alla Sicurezza, proprio perché io sono convito che se...
no, no, non vi preoccupate, sono finite le battute... proprio perché sono convinto che se
facessimo la metà di questo elenco velocissimo che ho fatto, l’Assessore alla Sicurezza avrebbe
la metà del suo lavoro già risolto e quindi non ho nulla assolutamente da chiedere. Quello che,
invece, ritengo molto, molto importante è il primo punto, cioè siamo noi stessi, tutti coloro
che sono seduti in quest’aula e ci ascoltano da casa, a doverlo fare lo sforzo più grande, oltre
che un’Amministrazione, che come ci è stato già spiegato e come sappiamo benissimo, può
arrivare a fare tutto questo che io personalmente ho fatto elenco di certo non può arrivare
dove la legge non preveda che arrivi. L’ultima battuta, chiudo il mio intervento con l’ultima
battuta per il Consigliere Longo, per chiarire precisamente la posizione del mio partito, che è
molto, molto vicina, molto, diciamo così, non saprei come definirla, sicuramente lontana da
chi critica la Questura quando fa il proprio lavoro. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliera Paciello per i cinque minuti restanti per il suo gruppo. Prego.
CONSIGLIERA PACIELLO DONATELLA
Buonasera a tutti. Allora, intervengo in merito a questo argomento. Ringrazio,
anzitutto, il Comandante della Polizia locale per il lavoro che stanno svolgendo, per i dati che
ci ha fornito; registro con molta soddisfazione il fatto che al 2023 si registra un decremento del
numero dei reati nella nostra città e questo ci dovrebbe far riflettere anche sul perché,
diciamo, a fronte di questo decremento, comunque il senso di insicurezza percepita continui a
essere alto nella nostra popolazione. Non voglio disconoscere le legittime istanze di sicurezza
che vengono dai nostri cittadini. Però qui vorrei condividere con voi una riflessione, è
l’esperienza che ho fatto qualche giorno fa quando sono stata insieme al Sindaco e ad alcuni
degli Assessori nel quartiere San Giuseppe e San Carlo dove anche io peraltro vivo e abbiamo
fatto una visita in alcuni esercizi commerciali fra l’area di piazza Indipendenza, via Cairoli e la
stazione ferroviaria. Ebbene, abbiamo sentito più di un esercente e quello che registro e che
vorrei condividere con voi, è il fatto che io non ho sentito diciamo gridi di allarme da parte di
queste persone ma ho registrato un atteggiamento estremamente pacato, molto propositivo
nell’individuare le criticità che ci sono nella zona, nel fare delle proposte, proposte che vanno
dalla per esempio da una maggiore illuminazione, penso al piazzale della stazione o a una
manutenzione migliore del verde pubblico per eliminare aree praticamente sotto fonde che
possano coprire movimenti diciamo non consoni, e quindi comunque tutte proposte, non ho
sentito nessun grido di allarme, eppure parliamo di una zona che sappiamo essere
particolarmente attenzionata, e con un’altra proposta da uno di questi esercenti è stato dire:
“Certo le pattuglie ci sono, sono presenti per lo più nelle ore, li vediamo nelle ore diurne, forse
sarebbe interessante, più importante intensificare la presenza di queste pattuglie nelle ore
notturne, quando maggiore diciamo può essere l’allarme”. Detto questo, l’altra cosa che mi ha
profondamente colpita è stata la testimonianza resa da uno di questi esercenti, il quale ha
praticamente riferito di un episodio di cui lui stesso è stato testimone e che ha ritenuto di
dover filmare, e ci ha mostrato effettivamente il video che lui ha fatto. Ebbene, questo video

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riprende una scena di un signore, un viaggiatore che aveva con se il trolley, aveva con se
probabilmente qualche borsone, questa persona non si è accorta che questo borsone gli era
caduto e ha continuato la sua marcia, a un certo punto nel video si vede una persona, un
ragazzo di colore che si stacca dal gruppo con cui lui stava, si stacca dal gruppo con uno
slancio, si china, afferra la borsa, insegue la persona il viaggiatore e gli dà la borsa. Io ho
trovato questo di una, voglio dire un atto di grandissima civiltà, ma questo mi fa pensare al
fatto che noi dobbiamo imparare a riconoscere negli altri che sono diversi da noi qualcuno che
è come noi, senza nulla togliere all’azione repressiva delle forze dell’ordine, all’azione di
contenimento, ma noi dobbiamo coltivare il senso di inclusione, fin tanto che noi continueremo
a considerare gli altri che inevitabilmente che qui avremo e avremo sempre di più, perché è
questo il futuro secondo me, cioè non secondo me, delle nostre società. È un futuro di società
multi etniche. Allora, se noi impariamo a riconoscere l’altro, ad integrarlo, a includerlo, a
includerci no, ecco questo contrasterà e contribuirà, ovviamente non da sola questa cosa, ma
contribuirà a contrastare quel senso di insicurezza percepito che tanto spesso noi avvertiamo,
grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Piffer.
CONSIGLIERE PIFFER PAOLO
Grazie Presidente. Intanto prima premessa, anche io sono profondamente deluso del
non potermi confrontare in questa sede con il questore, il Prefetto, alcuni miei colleghi hanno
preferito essere più cauti dicendo, non dico il Prefetto ma un delegato proprio, percepisco un
timore nei confronti di alcune figure che proprio non me ne capacito, noi siamo il Consiglio
Comunale di Monza, ci sono 32 Consiglieri eletti dai cittadini, possiamo avere il diritto di
interloquire con delle figure che hanno la responsabilità diretta sul tema che stiamo trattando,
o è strano desiderare questo? E dobbiamo abbassare la voce e chiedere per cortesia ci possono
mandare un comunicato, una dichiarazione in modo tale da far sembrare questo dibattito più
costruttivo, oppure decidiamo che, e me lo dovete dire voi, in realtà queste figure che oggi
sono assenti, loro o i loro delegati, in realtà non siano così rilevanti nell’ambito della
sicurezza, perché possiamo autogestirci, per me va bene, e allora prendiamoci tutte le
responsabilità del caso, ma alternare il fatto di dover spostare la responsabilità e
contemporaneamente essere nell’impossibilità di interloquire con chi avrebbe una
responsabilità diretta, allora mi mette una condizione di forte disagio e di impotenza che, da
Consigliere comunale, non accetto. Prima premessa.
Seconda premessa. Non mi abituerò mai al fatto che in quest’Aula, per prassi, un po’
per prassi un po’ da regolamento, quando ci ritroviamo a parlare di bilancio o di variazioni
urbanistiche, un Consigliere abbia mediamente 60 minuti per poter argomentare l’oggetto in
discussione, quando si parla invece di dinamiche umane di fragilità, abbiamo sempre di meno,
oggi ad esempio 10 minuti, in una fase preliminare ne abbiamo 5, in un’ipotetica proposta di
delibera ne abbiamo 10 più 5. Vogliamo ribaltare questo paradigma? Perché anche attraverso
queste regole che poi ci possiamo ritrovare una città più sicura, cercando di mettere sullo
stesso piano quelli che sono gli interessi economici con gli interessi umani, fin quando ci sarà

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questa simmetria ci troveremo sempre costretti a correre e a dire, adesso io dovrei parlare di
baby gang, di devianze sociali in 7 minuti? Mentre poi magari avrò tra qualche settimana avrò
60 minuti per parlare di una variazione di bilancio che è una partita di giro e che non cambierà
in fondo nulla nella nostra città. Ecco perché mi trovo profondamente a disagio oggi a parlare
di un tema che sento molto, che ritengo non soltanto io, evidentemente profondamente
complesso, ad ora 7 minuti e 12 secondi. Ma ci dobbiamo provare perché questo è il tempo che
la Capigruppo, in modo democratico ma non condiviso, all’unanimità ha deciso, perché una
cosa è la democrazia che io rispetto profondamente e una cosa sono quegli accordi che
dovrebbero trovare diciamo una sinergia totale, soprattutto su alcuni temi.
Allora questa retorica del vogliamo tutti la stessa cosa, non la condivido, o meglio,
certo vogliamo tutti la stessa cosa intesa come vogliamo una città più sicura, ma gli strumenti
per rendere una città più sicura sono tantissimi, e io credo di avere una sensibilità politica
profondamente diversa da alcuni miei colleghi, e non attraverso le stesse strategie si può
raggiungere lo stesso obiettivo. Si è parlato legittimamente di teser, si è parlato di controlli.
Io, Comandante, al netto della considerazione un po’ statistica perché i valori assoluti sa
meglio di me che in realtà non ci raccontano tantissimo, bisognerebbe capire la dinamica nel
tempo e il rapporto con la popolazione, i fenomeni generali, perché sapere che ci sono state
441 controlli, sì sono tanti, sono pochi, non lo so perché controlli di abusivismo commerciale
Comandante, glielo dico, come avrà notato ho saltato la premessa che rispetto tantissimo il suo
lavoro e i suoi colleghi, questo lo diamo per scontato. Io ho visto, ho partecipato ad azioni
della polizia locale, mi sono permesso anche di criticare i suoi colleghi sei, sette operatori,
sette agenti attorno ad un signore che provava a vendere delle rose, a venderle, a scambiare
delle rose con un’offerta economica, li ho visti in piazza San Paolo, la nostra città è piena di
questi aneddoti purtroppo. Io queste strategie non le condivido non penso che sia questa la
strada per poter rendere la nostra città più sicura, e allora vede che la politica ha la sua
responsabilità perché a mio avviso, al netto dell’indipendenza e della libertà di un agente che
agisce secondo la sua competenza, secondo il suo ruolo, la politica deve dettare una linea,
perché se decidiamo di fare la guerra a chi vende le rose e a trascurare magari altre persone,
allora questa diventa una questione politica e dobbiamo confrontarci. Nel mio programma
elettorale c’è una proposta molto semplice, quella di accorpare le deleghe alla sicurezza con
quella delle politiche sociali, a mio avviso la persona sarebbe dovuta essere la stessa, perché è
parte dello stesso sistema il problema. Io non riesco a vedere il tema della sicurezza come la
declinazione finale dell’intervento che sicuramente può mettere in sicurezza la città, quindi
l’arresto, perché di fronte ad un arresto io non posso trascurare il fatto che quella persona in
quel momento sta commettendo presumibilmente un reato si trova a commettere quel gesto
per delle ragioni, e visto che noi facciamo politica e non facciamo i carabinieri o i poliziotti o
gli agenti della polizia locale, dobbiamo chiederci perché succedono certe cose, perché quando
mi parla di DASPO, Comandante, io le chiedo in un modo un po’ provocatorio, benissimo
abbiamo un nostro residente, un nostro cittadino che si comporta in modo profondamente
sbagliato, lo allontaniamo dalla città, dove va? A Brugherio? Abbiamo risolto il problema?
L’abbiamo trasportato a Brugherio, forse a Brugherio c’è qualcuno che si è comportato male ce
lo ritroviamo a Monza. Io queste iniziative faccio sempre fatica a comprenderle, perché mi
sembra veramente come quello che pulisce casa spostando un po’ il problema dallo sgabuzzino
alla camera da letto, nasconde un po’ i problemi sotto il tappeto senza affrontarli
direttamente. Se un nostro cittadino vive un profondo disagio e si comporta in modo scorretto,

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sicuramente va arrestato se sta commettendo un reato, ci mancherebbe, ma poi va fatta una
riflessione, altrimenti ci troveremo sempre nella stessa situazione. Perché se siamo d’accordo,
e non è la mia posizione, che un ragazzo di 17 - 18 anni con 20 grammi di hascisc in tasca deve
essere arrestato e portato in un carcere, è chiaro che poi dopo 5 anni quel ragazzo noi ce lo
troviamo membro di una baby gang, magari un esponente di spicco, perché in carcere ha avuto
modo di tessere una rete criminale molto più profonda e molto più diciamo arricchita e
strutturata rispetto a chi non è mai entrato in carcere. E allora parlare di sicurezza vuol dire
parlare anche di carcere, investire in quella direzione, vuol dire investire in strutture come il
CPS, il SERT che in qualche modo sfiorano, anzi a volte vengono travolte dalla grave
marginalità ma non hanno le risorse per poter governare quel fenomeno; la polizia locale, il
poliziotto, il carabiniere hanno un ruolo fondamentale ma sono gli ultimi che compaiono alla
fine, compaiono alla fine del problema. Strategie paternalistiche, proibizioniste non hanno mai
funzionato, servono iniziative profonde, finalizzate ad agevolare la vita dei giovani, magari
elaborati proprio con i giovani, progetti elaborati con i giovani per i giovani, capaci di allearli,
di farli alleare con noi, capaci di offrire delle alternative che possono essere stimolanti
altrimenti dalla noi alla devianza sociale è un attimo, quante risorse investiamo nello sport, ci
stiamo mettendo anni per avere un skate park in città, ma cosa c’entra lo skate park con la
baby gang con la devianza, cosa c’entra? E’ parte di uno stesso processo, soltanto che quando
sono lontani gli elementi tendiamo a trascurare quell’aspetto, allora preferiamo tamponare, e
allora capisco anche l’esigenza di avere un presidio certo davanti alla stazione, dei controlli,
certo, però parallelamente servono altre strategie altrimenti ci troveremo sempre in una
condizione di pericolo, di pericolo sociale. Lo so non è un problema.
Certo la luce l’illuminazione fondamentale, che delle aree non siano abbandonate a loro
stesse, certo. Il fato che possa esserci una complicità e una coalizione tra le istituzioni e i
cittadini. Certo, su queste cose credo e spero siamo tutti d’accordo ma non sono sufficienti,
non sarà un lampione a salvarci dal fenomeno sociale che sta portandoci anche noi, così come
prima di noi anche altre città, ad avere un grossissimo problema con la sicurezza, il
coinvolgimento delle scuole, non abbiamo nominato le scuole che hanno un ruolo fondamentale
per prevenire alcune devianze sociali. C’è un aspetto fondamentale che sta all’inizio di tutto e
che poter arrivare a risolvere un problema bisogna prima di tutto riconoscerlo altrimenti non si
supererà mai.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliera Guffanti prego.
CONSIGLIERA GUFFANTI ILARIA
Grazie Presidente e buonasera a tutti. Abbiamo appena sentito dalle parole del Sindaco
dell’importante impiego di risorse umane messo in atto e dai dati in mano al Comandante
Dongiovanni che il 2023 e i primi mesi del 2024 hanno visto un aumento dei reti commessi nella
provincia, ma in città si è registrato addirittura un decremento, ma non è che siamo qui a
scrivere sulla lavagna il nome dei buoni e dei cattivi, nessuno nega che la situazione dia da
pensare, ed è chiaro che la preoccupazione, in alcuni casi l’ansia tra i cittadini è reale. Del
resto, la questione sicurezza non è avvertita solo localmente, lo sappiamo, ormai è in tutto il

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paese, nessuno nega che Monza non sia l’Eden come si è detto, ma nemmeno Beirut. Bisogna
riconoscere però che è necessario lavorare anche sulla sicurezza percepita, a volte si tende ad
enfatizzare episodi isolati per creare una percezione di insicurezza e disordine generale, e
purtroppo è una strumentalizzazione che funziona perché fa leva su paure profonde e su un
istinto umano di protezione.
La percezione di sicurezza alimentata con una certa insistenza dà una visione falsata
della realtà. Faccio un esempio concreto. Il centro migranti di via Monte Oliveto, aveva
sollevato reazioni sui social, stampa locale, interrogazioni, preoccupazioni ed ansie rivelatesi
poi infondate, perché dietro quell’operazione c’era già uno studio da parte della Prefettura per
fare arrivare persone già selezionate con professioni avviate o già inserite in percorsi formativi,
e a tutt’oggi mi confermerete, la situazione non ha prodotto criticità. Detto ciò è ovvio che
non possiamo negare che ci siano problemi da affrontare, episodi di violenza tra bande o
situazioni delicate specialmente nelle aree attorno alla stazione, o nelle piazze principali del
centro storico non possono essere ignorati. Ma un conto è la generalizzazione, un conto è la
gestione della quotidianità. È giusto che i cittadini sappiano delle nuove disposizioni per
rendere la città più sicura, di cui ci ha appena parlato il Comandante Dongiovanni, come ad
esempio che la città per alcune ore del giorno è monitorata dall’esercito, con personale in
borghese che pattuglia a piedi le aree della stazione, delle piazze principali del centro e le vie
di collegamento per segnalare tempestivamente alle Forze dell’ordine eventuali criticità ed
agire in tempo reale. Il fenomeno sicurezza è conosciuto, ben noto soprattutto per quanto
riguarda gruppi tra i 13 e i 17, 18 anni, le famose baby gang. In alcuni casi l’approfondimento
fatto nei loro confronti è arrivato molto avanti fino a dare dei DASPO, e dove questo
meccanismo di allontanamento non sia stato sufficiente ci si è rivolti e si è lavorato con le
scuole e con i servizi sociali, non dobbiamo dimenticare che Monza terza città della Lombardia
affronta le sfide tipiche di un grande centro urbano, con dinamiche ben diverse da quelle di
una piccola comunità. I dati mostrano che solo il 25% delle identificazioni riguarda giovani di
Monza mentre il 75% proviene dalla Provincia o da fuori Provincia, attratti dalla città. In caso di
problemi interveniamo con scuole, servizi sociali e famiglie, ma possiamo farlo solo sul 25%
monzese, il restante 75% è responsabilità dei Comuni di origine. Per fare un esempio, abbiamo
avuto per un po’ di tempo un gruppo tra i 13 – 17 anni che ha causato problemi qui in piazza
Trento, se n’è parlato molto, stazionavano sotto i portici e attendevano le persone al varco per
importunarle, derubarle, spaventarle eccetera, grandi titoli sui giornali per settimane hanno
fatto percepire la città come sotto assedio dinanzi ad un’Amministrazione cieca e sorda. Invece
c’era un lavoro sotto, quel gruppo oggi non c’è più, semplicemente perché è stato osservato,
monitorato, fotografato, le persone sono state identificate una ad una permettendo alle forze
dell’ordine di intervenire rivolgendosi alle famiglie per affrontare e risolvere il problema, che
ripeto, ad oggi è scomparso.
Come vedete i problemi di sicurezza non vanno sottovalutati, ma nemmeno enfatizzati,
vanno affrontati con Piani razionali che per essere veramente efficaci richiedono del tempo.
Poi per carità sappiamo bene che purtroppo per una situazione del genere che viene risolta
spesso se ne generano altre; per questo motivo il lavoro di controllo e monitoraggio è costante
e non smette mai anche quando i cittadini non lo percepiscono.
Un altro esempio è stato quello dei giardini di via Gramsci e Artigianelli, ma se ne è
parlato molto questa sera quindi non mi dilungherò, però erano stati necessari 10 mesi per
studiare il fenomeno, nonostante piovessero critiche sui giornali e sui social, come se

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l’Amministrazione fosse inefficiente o disinteressata alla protezione dei cittadini, ma
l’obiettivo era risolvere il problema alla radice non allontanare temporaneamente qualche
persona. Solo quando il fenomeno è stato ben studiato e le forze dell’ordine hanno dato il via,
perché ricordiamo che tante volte non è solo il Sindaco che può fare queste cosa, ma ha
bisogno del via delle forze dell’Ordine, è stato possibile un intervento definitivo. Oggi la zona è
tornata ad essere un giardino pubblico sicuro frequentato da famiglie e bambini.
In definitiva i problemi di sicurezza ci sono e nessuno li sottovaluta, ma dobbiamo
affrontarli con piani ponderati che spesso richiedono tempi più lunghi di quelli che la cronaca
vorrebbe. La gestione della sicurezza è un impegno costante e silenzioso, portato avanti ogni
giorno da forze dell’ordine e istituzioni che lavorano in modo spesso invisibile. Concludo
ringraziando le forze dell’ordine per il loro lavoro intenso proficuo e capillare, spesso
effettuato per ovvie necessità in sordina e quindi non immediatamente percepito dai cittadini
ma fondamentale, grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Visconti tre minuti.
CONSIGLIERE VISCONTI SERGIO
Grazie visto che mi ha lasciato tre minuti li uso assolutamente d’accordo. Era solo
perché in tutta la discussione che ho sentito che abbiamo vissuto questa sera, mi è venuto alla
mente quello che diceva quando io ero un ragazzo il parroco della parrocchia che io
frequentavo, Don Peppino Arosio, che allora la parrocchia non aveva nessuna protezione, non
aveva i cancelli, era uno spazio completamente aperto, si parla degli anni ‘80, quindi anni
anche abbastanza difficili per altri motivi, e lui ci stimolava a noi giovani di frequentare alla
sera l’oratorio, ci aveva dato anche uno spazio che chiamavamo auletta, proprio per essere
presenti alla sera ed evitare che diventasse terra di nessuno. Quindi prendendo spunto da
questa idea lancio una provocazione e dico, perché non far vivere il più possibile le nostre
piazze, perché non rendere vive le nostre piazze, i nostri luoghi che sono luoghi che possono
diventare pericolosi se lasciati allo sbando o in mano a gente che vuole tenere un determinato
atteggiamento.
Se noi riusciamo a portar fuori la gente, a portare le famiglie in giro per le nostre piazze
proponendo eventi, proponendo situazioni che possono essere stimolanti, sicuramente togliamo
spazio alle baby gang, a chi vuole tenere un atteggiamento negativo all’interno della città,
grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Spedo.
CONSIGLIERE SPEDO LORENZO
Grazie Presidente. Allora faccio una premessa, di solito la faccio sempre anche se vorrei
poterla dare per scontato che ovviamente quando, secondo me in un consenso del genere si

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parla di gestione della sicurezza ovviamente non ci si riferisce all’operato dei singoli agenti di
polizia che sono come tutti noi dei lavoratori che fanno il loro lavoro seguendo degli indirizzi,
ma come dire, sul concetto politico di gestione della sicurezza che attiene anche
all’Amministrazione di risorse limitate nello spazio e nel tempo e che bisogna cercare di
utilizzare nel modo più efficace possibile. Un’altra doverosa premessa è che differentemente
da quanto sostengono alcuni colleghi c’è una profonda connotazione politica nella questione
della sicurezza, per esempio sennò non avrebbe tanto senso che fossimo qui a parlare. Io credo
che dovremmo cercare di dare una visione un po’ più analitica per poter capire quali risposte
occorrono, perché da una parte giustamente abbiamo le risposte quelle più di lungo periodo
che quindi riguardano per esempio la formazione di individuo, la scuola che ne ha parlato non
solo il collega Piffer ma anche il collega Parrella e il Sindaco, le scuole che non solo al mattino
e al pomeriggio, ma magari anche la sera dovrebbero cercare di diventare dei luoghi di
aggregazione e eventualmente di recupero di persone che hanno commesso degli errori e sono
volenterose di raddrizzarsi, diciamo. Ma dall’altra c’è anche un tema moto attuale, molto
presente che riguarda da una parte dei cittadini che si sentono insicuri, a volte per effettive
condizioni di insicurezza, a volte per percezione di insicurezza e tutte quelle persone che con i
loro comportamenti contribuiscono a generare questa sensazione di insicurezza e tutto questo
richiede una risposta molto materiale e molto immediata, perché se parliamo di persone che
già si stanno comportando e magari recidivamente, in modi problematici, perché commettono
degli errori, è chiaro che come dire l’investimento sullo sport forse lì non è in grado proprio di
dare direttamente una risposta, c’è un altro fattore di cui secondo me un po’ meno si è parlato
questa sera, un altro ambito, è quello dei servizi sociali, cioè a me piacerebbe approfondire
magari, io riserverò un’interrogazione in un futuro Consiglio Comunale. Siamo qui a parlare di
queste, bisognerebbe capire quando il termine è utilizzato correttamente quando no, però di
criminalità giovanile e questo spauracchio delle baby gang che appunto a volte può essere
anche la parola giusta ma spesso secondo me la utilizziamo anche nel modo sbagliato, che
soprattutto quando riguarda i giovani hanno delle connotazione abbastanza caratteristiche,
uno; la povertà, le condizioni socio economiche svantaggiate, la parola povertà questa sera non
è ancora stata utilizzata credo e mi sembra impossibile parlare di criminalità se non si parla di
povertà perché basta andare a fare un giro nelle carceri, basta andare a parlare con queste
persone, normalmente non sono i figli cadetti delle buone famiglie, ma sono persone che
probabilmente non sono state dotate degli strumenti per scegliere uno stile di vita più sano di
quello che conducono e in cui le famiglie come dire, non si sono ritrovate nelle condizioni di
fornirli. Ecco quindi ecco secondo me una proposta o almeno qualcosa che vorrei capire come
sta venendo gestita adesso è proprio l’interazione tra Servizi Sociali e Polizia, si parla spesso di
soliti noti, quindi che la Polizia interviene e si ritrova a interagire sempre con gli stessi
individui che causano problemi ricorrenti, quindi queste persone vengono agganciate a un’unità
di strada, vengono per esempio avvicinati ai Servizi Sociali perché possano intraprendere un
percorso più “urgente” -tra virgolette- perché le condotte problematiche sono già in essere e a
cui bisogna dare una risposta e tra l’altro soprattutto quando si parla di giovani hai la massima
probabilità di avere un buon riscontro a un intervento di questo tipo, e sinceramente lo diceva
anche il collega Piffer, cioè io non vedo l’utilità di avviare al carcere un ragazzino che poi ti
entra perché aveva dietro due cane e ti esce chissà che cosa va a combinare perché il carcere,
purtroppo differentemente da come dovrebbe essere, fa questo alle persone in questo paese e
in tanti altri paesi, per carità. Quindi come dire il mio slancio propositivo e di Sinistra perché

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per me è una questione politica la sicurezza, è un po’ questo, differentemente da tanti altri
colleghi che sinceramente, pur avendo richiesto questo Consiglio non mi sembra che abbiano
tirato fuori delle proposte dirompenti a parte far utilizzare i teser che sono dei pericolosissimi
strumenti di morte o organizzare delle improbabili milizie di morte nei nostri quartieri. La
prima risposta è il contrasto alla povertà, la seconda, prima a pari merito risposta è intervenire
con i Servizi Sociali per risolvere il disagio sociale di persone che sbagliano, vanno aiutate a
capire che hanno sbagliato e bisogna spiegargli come non commettere di nuovo questi sbagli,
grazie Presidente.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Consigliere Villa prego.
CONSIGLIERE VILLA SIMONE
Grazie Presidente. Inizio con una battuta, in merito alle proposte innovative su come
risolvere il problema diciamo che potrebbe essere una bella lotta, perché io di innovativo
questa sera dai banchi della Maggioranza ho sentito la ricetta contro il degrado e per
contrastare le aree, rivitalizzare le aree dismesse che è costruire tanti bei condomini nuovi ma
ordinati. Quindi se dobbiamo fare un po’ così, buttarla sul gioco facile di quanto sia innovativa
nel proporre situazioni e soluzioni innovative, penso che sarebbe un bel derby. Dopodiché io
stasera non ho preparato un intervento, sono venuto veramente munito di tutto l’interesse per
capire, a fronte di una situazione abbastanza chiaramente identificata nella richiesta di
convocazione di questo Consiglio, che cosa poteva emergere. Devo dire che ci si è staccati
poco dal prevedibile, ossia che e parto dal verbale, dal comunicato stampa che
sostanzialmente è il resoconto di quelle che sono l’analisi e le soluzioni proposte dal Prefetto
contro il ripetersi degli episodi che negli ultimi mesi insomma hanno riempito non solo le
pagine di cronaca locale, ma anche i timori e spesso le serate e le nottate dei nostri
concittadini vanno a dire che cosa? Che gran parte di questi fenomeni non hanno rilevanza
penale, quindi la competenza non è nostra ma sei tu Comune a dover rimboccarti le maniche e
darti da fare. Che non è sinceramente una soluzione così tanto innovativa o un invito non già
sentito ripetutamente in passato. Allora, io di primo acchito direi, ma che cosa si vuole di più
da un Comune? Un Comune che come il nostro destina una percentuale, forse sarà il 30% anche
qualcosa di più delle spese di parte corrente al tema dei Servizi Sociali con una previsione
futura di costante incremento a fronte anche di risorse che potrebbero diminuire? Quindi in
generale gli enti locali, non parlo solo del nostro Comune, la loro partita la fanno, se
veramente la soluzione sta nell’appesantire il ruolo, nel potenziare il ruolo che l’ente locale
deve avere, io in questa prospettiva non mi vedo assolutamente contrario, però decidiamoci,
allora queste parti dello Stato che ci fanno questo invito si affianchino allora alla nostra
richiesta di dare ai Sindaci più poteri e le risorse. Cominciamo dalle risorse in prospettiva
aumentiamo anche i poteri, anche in tema di ordine pubblico, accentuiamoli questi poteri,
andiamo più nella direzione che magari altre nazioni europee o magari anche extra europee
hanno preso. Se crediamo, e mi pare che da queste parole emerga che una grossa funzione
deterrente ha la figura del Sindaco, allora ci crediamo, scommettiamo su questa figura,
diamogli potere. Vorrei tanto vedere queste parti dello stato che ci formulano questi inviti

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mettono nero su bianco accanto a noi nella richiesta di potenziare quindi risorse e poteri, ma
questo devo dire francamente non avviene, almeno a me non risulta. Perché è stato chiesto
questo Consiglio Comunale perché ritenevamo che fosse opportuno fare il punto della
situazione, noi abbiamo di fronte una prospettiva che è quella che non vogliamo, che non
vogliono i cittadini monzesi, che è quella che abbiamo davanti agli occhi a pochi chilometri da
noi: la situazione milanese. Noi non vogliamo, non vorremmo che in un futuro prossimo, uno
dei nostri quartieri potesse diventare uno dei quartieri di Milano, uno dei tanti quartieri di
Milano che ormai da anni sono protagonisti quotidianamente della cronaca nera per tutta una
serie di episodi di vessazioni a danno dei cittadini che hanno portato anche a una
redistribuzione e scelte di vita differenti, ci sono milanesi che sono scappati da Milano,
quantomeno hanno cambiato quartiere, tanti milanesi sono venuti a Monza ad abitare. Lo
scenario a tendere che non vogliamo raggiungere è quello lì, l’abbiamo davanti agli occhi non è
che stiamo pensando a Gotham City, a situazioni da film. Abbiamo di fronte la situazione di
Milano a cui non vorremmo arrivare. Quindi ben venga tutto quello che si sta facendo, noi non
siamo critici nei confronti della Polizia Locale, sappiamo lo sforzo che è stato fatto in questi
ani, devo dire che da questo punto di vista le Giunte di centro destra hanno grossi meriti sul
potenziamento non solo di risorse umane di mezzi alla Polizia Locale ma anche sul
rafforzamento di un’immagine di una credibilità che è stata data a questi nostri agenti e
soprattutto nella difesa anche nei confronti dell’opinione pubblica, della figura dell’agente di
Polizia Locale soprattutto di fronte anche ad alcuni attacchi politici.
Noi non vogliamo ma non vediamo neanche derive di politiche securitarie, anche se
ogni tanto così ironicamente di questo viene accusato l'Assessore Moccia che francamente, le
confesso faccio fatica a vedere in posa militaresca col fez o con l'occhiale da sole alla
Pinochet. Da questo punto di vista, ecco, da un certo punto di vista le riconosco, questo ruolo
di garante gliel’ho già detto perché su certe tematiche il fatto che l'interlocutore possa essere
lei, io lo ribadisco, ci dà conforto.
Dall'altro però non vaneggiamo, non possiamo neanche minimamente vedere derive di
questo tipo.
Si sta anche con una Amministrazione di centro-sinistra, si è consolidato quello che è
stato finalmente una figura e un ruolo che è stata dato alla Polizia locale e indietro non si
torna perché questa è anche la richiesta che arriva dai cittadini.
Sul tutto il tema dell'investimento che viene fatto in termini di prevenzione, anche da
questo punto di vista vi posso dire, con assoluto orgoglio che questo percorso che è stato
tracciato è stato tracciato prima di voi. Nel novembre del 2020, c'è stato un episodio tremendo
nella nostra città, l'omicidio di un nostro concittadino ad opera di due minorenni, 14 e 15 anni,
una situazione incredibile nel quartiere San Rocco.
Noi non ci siamo, come avrebbe fatto certa Destraccia, descritta un po' così nei
fumetti, baloccati sul tema della sicurezza, ma abbiamo detto su questa non si specula, che
cosa possiamo fare? Abbiamo investito in termini di sicurezza, di sicurezza vera e di
formazione e di prevenzione. Abbiamo partecipato ad un bando, il bando SUS, quello sulle
strategie di Sviluppo Urbano Sostenibile.
Abbiamo vinto circa 15 milioni di euro che sono serviti, serviranno, li eseguirete voi i
lavori, alla riqualificazione di tutta l'edilizia scolastica del quartiere San Rocco, oltre ad
interventi specifici in termini prevenzione sociale e anche sul verde, sulle strutture attrezzate.

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Da questo punto di vista, noi siamo molto orgogliosi, penso che però il percorso è stato
tracciato.
Quindi oggi non si tratta, Sindaco me lo permetta, di dire che cosa dobbiamo fare, ma
si tratta di chiedervi: ma che cosa ci state mettendo di nuovo voi su questa strada, su questo
percorso? Siamo abbastanza stanchi di omelie, di inviti, di descrizioni di scenette da libro cuore
come anche questa sera le abbiamo sentite non da parte sua Sindaco, ma vorremmo, e vi
sfidiamo politicamente a dire: ma voi che predicate bene, cosa di concreto di vostro, che cosa
ci avete messo in questi anni, in questi quasi due anni e mezzo di vostro mandato? Io continuo
a ritenere, vado a concludere che tutto possiamo fare ma non di accusare i nostri cittadini,
concittadini di ingigantire i problemi laddove anche il tema sia percepito e non corrisponda
magari freddamente a dei dati statistici. Noi dobbiamo prenderlo in considerazione perché il
dato, il fatto che va a sconvolgere la vita quotidiana anche del singolo cittadino, magari in una
condizione di particolare debolezza, è un dato che deve preoccupare come quello che può
andare a interessare 100 persone. Quindi da questo punto di vista non facciamo il bilancino.
La cosiddetta sicurezza percepita è un elemento che non può essere una giustificazione
a non occuparsi dei problemi, perché tanto non sono reali ma percepiti, ma ci deve invece
rafforzare nell'andare nella direzione del contrasto e della prevenzione a quello che viene
percepito. Presidente, le posso chiedere un minuto per andare a concludere?
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Sì, un minuto per la conclusione del Consigliere...
CONSIGLIERE VILLA SIMONE
Un'ultima cosa che voglio condividere perché l'ho trovato molto utile. Mi ha dato degli
strumenti che ritengo mi serviranno molto anche nell'analisi dei problemi. E mi spiace che
questa cosa sia stata, non so, neanche patrocinata dal Comune e non ho visto tante facce di
quest’Aula. Parlo della presentazione dell'ultimo libro di Don Claudio Burgio che è stato, alcune
settimane fa, alla Parrocchia Sant'Ambrogio.
Io ho conosciuto per la prima volta dal vivo Don Claudio Burgio che è, penso tanti di voi lo
sanno, oltre che Cappellano del Beccaria, anche il fondatore della comunità Cairos che da 20
anni si occupa di progetti di reinserimento di ragazzi –chiamiamoli- difficili.
Ecco, lì ho riempito lo zaino di tutta una serie di consigli e di fotografie, di situazioni che
probabilmente mi serviranno molto nel lavoro di analisi e di valutazione di tutte le tematiche
che riguardano... (salta reg.)
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Allora, abbiamo concluso la discussione generale, nel senso che tutti i gruppi, se mi
sbaglio correggetemi ma mi sembra di aver preso nota di tutti, sono intervenuti con i tempi e i
modi previsti e ringrazio tutti per l'attenzione espressa a tutta l'Aula. Ora concludiamo con la
fase finale che vede di nuovo la voce dell'Amministrazione per 20 minuti. Do la parola
all’Assessore... Prego Assessore.

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ASSESSORE MOCCIA AMBROGIO
Breve intervento per rispondere ad alcuni degli spunti critici, e lo dico con riferimento
però al richiamo di critica che ho operato all'inizio, critica costruttiva che ho sentito provenire
dai banchi della Minoranza, ma anche della Maggioranza.
Non è del tutto vero che non si è parlato di povertà, non è del tutto vero che si sia proposto un
modello di sicurezza che non consideri il problema dell'attenzione, dell'ascolto, delle esigenze
delle persone marginate, più deboli e meno accudite.
Quando ho letto, e forse la mia colpa è stata quella di non enfatizzare alcuni passaggi, la
definizione di sicurezza urbana che dalla legge 48 del 2017, legge che costituisce un faro per
così dire culturale, ma anche un obbligo operativo per chi si vuole occupare di sicurezza urbana
con coerenza, fa richiamo alla eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale
come percorsi per affermare una seria persecuzione dell'obiettivo della sicurezza urbana.
A questo dogma di carattere normativo le leggi dettano degli imperativi, non danno degli
indirizzi di carattere culturale soltanto, li presuppongono semmai quegli indirizzi. In questi
parametri sicuramente intendiamo muoverci, in questi parametri ci vogliamo muovere.
Non è del tutto vero che sia, se si permetta di dire, che sia povera di progettualità la risposta
dell'Amministrazione alla situazione della sicurezza come ha provato a tratteggiarla... solo che
non ho avuto tempo di esporre alcuni obiettivi e alcuni propositi operativi che andremo a
realizzare.
Abbiamo sicuramente in prospettiva, come Polizia Locale, la strutturazione di un servizio di
stweard, la stipula di convenzioni che portino all'utilizzo di stweard, in particolare per
presidiare i luoghi della cosiddetta malamovida o comunque della movida intensiva.
Questo permetterà ovviamente di liberare risorse di Polizia locale in senso stretto per le
attività di pertinenza.
Sicuramente verrà potenziata, ne ha parlato il Sindaco nel suo intervento, la
videosorveglianza.
Verrà sviluppato un programma di funzione predittiva mediante l'utilizzo anche di sussidi
informatici per individuare, attraverso una sapiente osservazione, dei punti di maggiore
criticità dove orientare gli interventi di prevenzione.
A proposito mi si permetta una puntualizzazione, la mobilitazione di Forze dell'Ordine notata
sabato non rispondeva a una criticità emersa, era espressione della prevenzione irrobustita con
riferimento ad alcune zone critiche.
Era attività di prevenzione, non era attività di intervento su richiesta.
Dicevo ancora delle direttive, verrà potenziato il terzo turno della Polizia Locale, verrà
intensificata l'attività armonizzata, la sinergia per quanto riguarda l'intervento degli educatori
di strada nell'affrontare la criticità del forte disagio giovanile.
Alcune linee quindi sono state tratteggiate, mi taccio perché ritengo che sia giusto che la
parola venga presa dal Sindaco.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Prego, Sindaco, a lei la conclusione per 15 minuti, prego.

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SINDACO PILOTTO PAOLO
Poche parole perché appunto a me sembra che ripetere i moltissimi concetti importanti
e utili che avete affermato voi, ma che abbiamo anche affermato noi, perché per 45 minuti
l'Amministrazione non ha riempito l'aria di suoni, ha detto alcune cose concrete, oltretutto
nella logica di una sintesi fra la dimensione del presidio e la vigilanza e la dimensione appunto
di alcune attenzioni che sono quella alla formazione, alla crescita e anche alla creazione delle
condizioni, perché non solo i giovani ma anche la popolazione adulta abbia occasioni e
possibilità di incontro, perché a sbagliare i comportamenti non sono semplicemente alcune
categorie e specialmente le categorie dei giovani e questo lo abbiamo detto, è stato detto in
modi diversi.
Allora io non credo di dover fare una conclusione, vorrei raccogliere alcuni aspetti.
Sottolineo, prima di tutto, una cosa perché molti colleghi non lo hanno fatto, qualcuno
ha cercato di mettere in bocca questa affermazione.
La Maggioranza non ha detto che in questa città va tutto bene.
La Giunta ha detto, ha fatto riferimento a una serie di questioni aperte sulle quali ci
stiamo confrontando, a partire dal fatto che il verbale del Comitato è un verbale che fa
riferimento a argomenti trattati da tutti i presenti, quindi compresa questa Amministrazione e
quindi da questo punto di vista non partiamo con un grado di consapevolezza da parte di
alcuni che si rendono conto del malessere reale in cui incorrono, ogni tanto, i cittadini, per
alcune questioni specifiche che esistono sul nostro territorio e una sorta di spensierata
disattenzione che avrebbe la Maggioranza. Ma devo dire la verità..., la Giunta... Ma devo dire la
verità sono pochi gli interventi che hanno provato a far dire che questa è un'Amministrazione
disattenta perché la maggior parte di interventi di Minoranza o Maggioranza mi sono sembrati
molto lucidi nel cercare di definire le questioni, di affrontare i temi per quello che sono.
Quello che osservo è, attenzione, che anche la continua pretesa di essere gli alfieri veri
della sicurezza non porta molto lontano, non porta proprio niente lontano, perché i cittadini
hanno bisogno di una classe politica che ogni tanto dimostri anche di essere capace di fare
sintesi.
Lo dico anche per il mio partito, io personalmente non apprezzo del tutto il fatto che
quando sei in Opposizione, mi riferisco anche ai livelli alti, prima si debba sferrare l'attacco e
poi si debba eventualmente dimostrare di essere disponibile a un ragionamento o viceversa.
Non lo apprezzo moltissimo, non lo apprezzo per chi mi ha conosciuto e mi ha visto fare
minoranza e l'ho fatta per 23 anni, per molti anni in Comune, per cinque anni in Provincia, il
mio modo di fare minoranza non è mai stato quello della contrapposizione o della pretesa
veritativa nel momento in cui uno è in Opposizione o viceversa in Maggioranza.
Allora dico: proviamo invece a raccogliere davanti ai nostri cittadini, perché noi in
quest'Aula siamo davanti ai nostri a cittadini, davanti a 123.000 persone, alcune un po' piccole
per comprendere, molto piccole per comprendere, ma la maggior parte in grado di capire le
nostre parole.
Allora proviamo a far sintesi di quello che abbiamo detto davanti ai nostri cittadini.
Abbiamo detto fondamentalmente due cose, che non è possibile pensare di poter
governare l'entropia dimenticandola perché le cose in natura, in natura vanno naturalmente,

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vanno verso un loro disordine e purtroppo anche le cose nei rapporti umani hanno una loro
gradazione di disordine, disordine rispetto, non voglio dire in termini politici, disordine dal
punto di vista di quel tentativo di sintesi che una comunità fa tutti i giorni e all'interno di
quella comunità accadono cose che non vanno: alcune cose molto pesanti, molto difficili da
gestire, alcune altre che in qualche misura parevano essere correggibili.
Allora da un lato noi abbiamo la necessità di ricordarci che il presidio, la vigilanza, nei
confronti di una naturale tendenza all'entropia, all'interno di una comunità, è fondamentale e
rinunciare a questa vigilanza, questo presidio sarebbe atto non utopico, ma irresponsabile.
L'altra cosa che è emersa questa sera da parte di tutti, a mio parere tantissimi, è che
siamo tutti consapevoli che vigilanza, presidio, organizzazione, gestione, razionalizzazione
della presenza anche della forza intesa nel senso più lato del termine o più specifico del
termine devono andare accanto a una serie di attività dalle quali mi sembra nessuno di noi si
voglia astenere e sono quelle attività che costruiscono il tessuto sociale.
“Che cosa state facendo”, dice chi in qualche misura pretenderebbe di farci dire:
“scusate avete fatto solo voi”... Abbiate pazienza. Nessuno vi ha mai detto che non avete fatto
niente, ma abbiate pazienza, ma non veniteci a dire che avete fatto solo voi.
Che cosa state facendo? Perché siamo dodicesimi nella classifica de Il Sole 24 ore
quest'anno, le classifiche lasciano il tempo che trovano, sono fatti da soggetti esterni, ci
mancherebbe altro, ma che cosa significa essere dodicesimi nella classifica de Il Sole 24 ore fra
le città che dedicano risorse e impegno allo sport?
Significa semplicemente che qualcuno sta fotografando che in questo periodo,
probabilmente partendo da voi e noi in prosecuzione, stiamo dedicando allo sport attività e
impegno.
Mettere a posto una palestra, che cosa significa?
Consentire la migliore educazione se è una palestra scolastica, ma nel pomeriggio
consentire la migliore integrazione alla vita di una comunità in cui a fare sport, magari non
sono solo i giovani ma anche gli adulti e via di questo passo.
Cosa significa avere partecipato ai bandi PNRR sulla grave marginalità? Avere, ad
esempio vinto un bando come la stazione di posta che ci consente di occuparci dei nostri senza
fissa dimora. E come siamo andati a prendere i nostri senza fissa dimora in piazza Cambiaghi
per più di un anno, guarda caso invocata come se non esistesse, con pattuglie miste, pattuglie
di Polizia Locale insieme al personale dei Servizi Sociali per fare un'azione da un lato di
riconoscimento della situazione oggettiva e dall'altra parte di convincimento ad esempio a
spostare la propria permanenza notturna in un luogo più sicuro, più caldo, più pulito che
consentisse anche di recuperare in parte pezzettini di quella dignità che, a volte, la vita, la
storia, le contingenze tendono a portarci un po' via.
Che cosa vuol dire avere partecipato a un bando che noi abbiamo chiamato Progetto
Inside che aveva un titolo: “Prevenzione e limitazione dei rischi nei fattori di aggregazione e di
divertimento giovanile e di contrasto al disagio di giovani e adulti a rischio di marginalità”,
vincendo insieme con Carrobiolo 2000, Consorzio Exit, Cooperativa Aires, ASST Brianza un
bando della validità di tre anni per interventi di questo genere.
E’ una cosa nuova ma non credo che dobbiamo dirlo attraverso una prova muscolare:
noi abbiamo fatto queste cose e voi altri, dobbiamo dirci insieme, davanti ai cittadini che sono
spaventati delle continue liti, dobbiamo dirci insieme: stiamo lavorando su percorsi che in
qualche misura, anche se con alcune sfumature che nessuno è così sciocco da non vedere,

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cercano però di trovare un punto medio, un punto di sintesi che sta fra il presidio e l'attenzione
forte nei confronti della crescita della persona o nei confronti delle possibilità ridate alla
persona.
Cosa significa avere sbloccato dopo anni l'intervento al dormitorio della San Vincenzo in
via Raiberti che passerà da 24 -25 posti a 34 -35 posti?
Significa essere un po' più dentro la logica di un assorbimento di quella marginalità
sociale che forse, nel momento in cui trova un'accoglienza maggiore, un pasto caldo la sera il
giorno dopo magari non disturba o non turba le persone, vedendo una persona giacere
dormendo su una panchina piuttosto che su un marciapiede o a volte in una coperta o in un
cartone.
Quindi io credo che questa doppia dinamica, oggi, sia uscita molto bene. Nessuno dice
che per occuparsi di scuola, formazione, sport, cultura, integrazione sociale si debba
dimenticare dall'altra parte il presidio, la vigilanza, la costante valutazione di quello che
accade sul territorio e viceversa, le due cose non sono conflittuali.
Un padre deve dire dei no, riprendo un tema, e un padre può dire molti sì.
Un insegnante può essere costretto in alcuni casi a dover chiudere delle prospettive
quando si rende conto che forse non passano alcuni messaggi e dall'altra parte deve avere il
coraggio di un ascolto nei confronti di chi ha di fronte che prevede anche magari del tempo in
più.
Allora, da questo punto di vista senza avere nessuna visione paternalista perché il
rischio di aver citato la parola padre, fa sì che in una diretta verrà fuori che il Sindaco è un
paternalista, allora senza avere nessuna vocazione paternalista perché Kant l'aveva già detto
nel Settecento che occorreva che lo Stato non fosse paternalista e le due Costituzioni principali
a cui abbiamo fatto riferimento tutti in Occidente: la francese e la statunitense, di fatto,
costituiscono il superamento di una logica paternalista. E, senza essere paternalisti, credo che
noi abbiamo questo compito insieme, quello di tenere da un lato in considerazione il tema del
presidio e dall'altro della vigilanza, della presenza e della non riduzione degli elementi di
rassicurazione accanto al cittadino, quando le cose non vanno bene e dall'altra parte quello di
una cura costante e attenta nei confronti della persona costituita da ciascuno di noi, non
semplicemente dall'altro, perché qui c'è sempre il tema del paternalismo, ma da ciascuno di
noi, perché ciascuno di noi oltretutto rischia sempre di trovarsi in condizioni diverse secondo le
diverse stagioni della propria vita.
E qui termino dicendo, i numeri ... qualcuno dice: “non basta snocciolare dei numeri”,
no però i numeri servono anche per confrontarsi con la realtà. Il numero o l'impegno a parlare
di riorganizzazione serve anche a dire che passi si stanno facendo. La parola rivoluzione mi è
sembrata un po’ forte devo dirvi la verità, riorganizzazione mi sembra abbia umilmente detto il
Comandante e io credo che questo sia il giusto approccio.
Riorganizzazione, ma scusate per una riorganizzazione pensate non servano anche
investimenti? Lo dico perché qualcuno dice: “occorre investire, occorre più attenzione
eccetera eccetera”. Pensate che per la riorganizzazione, per la formazione di persone che
devono fare il loro mestiere in un modo leggermente diverso, che devono irrobustire la
capacità di controlli ambientali, controlli sulla edilizia, sulle costruzioni edili o piuttosto che in
altri ambiti non serva, oppure i nostri vigili che andranno via in moto montati o velo montati,
non serve anche un tessuto preparatorio, non serve anche preparare anche la loro stessa
dotazione? Quindi da questo punto di vista così come cerchiamo di investire in quegli aspetti

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che favoriscono l'integrazione di una comunità, così dall'altra parte io credo che sia più
legittimo, più che legittimo, investire e investire anche con un po’ di accuratezza rispetto
anche alle necessità del presidio.
Torno un attimo solo, dal 4 novembre questa riorganizzazione dovrebbe partire, visto
che qualcuno aveva chiesto la data mi sembrava giusto, non essendo adesso il Comandante in
parola posso dirlo io per lui. Ma l'altra questione sulla quale volevo tornare solo per un
secondo, venerdì e sabato qualcuno di voi ha visto molti mezzi in giro, voglio ribadire quello
che ha detto l'Assessore Moccia perché non vi raccontiamo sciocchezze, perché quando vi
diciamo che insieme a quest'ora abbiamo deciso di intensificare attività di interforze vi diciamo
la verità non sciocchezze e venerdì in stazione c'erano sette pattuglie, di cui quattro nostre,
due di Strade Sicure, i nostri militari e una della Guardia di Finanza, così come invece sabato la
situazione era articolata in un modo diverso. Ma oggi senza che fosse una giornata speciale in
piazza Trento Trieste c'erano tre pattuglie della Polizia locale e due pattuglie della Polizia di
stato.
Chiaro che si possono non vedere perché non a tutte le ore passiamo in quella piazza.
Io se ero in una riunione non le avrei viste. Mi sono alzato per spostarmi in un altro
ufficio e ho visto questo. Allora anche in questo senso cerchiamo di dare ai nostri cittadini
anche qualche rassicurazione rispetto al “non si vede mai niente, non succede mai niente, non
accade niente, ditelo a quelli lì della Giunta che sono addormentati o altre cose.” No, non
funziona così, non funziona così.
Io penso che questa sera molti Consiglieri di Minoranza e di Maggioranza abbiano
dimostrato di avere tutti i numeri della capacità dell'amministratore di fare sintesi, di sapere
che da un lato devi governare fenomeni che possono estremizzare in alcuni casi, possono
portarsi ai limiti della legittimità o superarla e dall’altra parte devono continuare a seminare,
attraverso quelle azioni che sono consentite all'Amministrazione e che non chiamano però in
causa solo l'Amministrazione. A questo punto lasciatemi fare un piccolissimo riferimento a una
questione che emerge in continuazione dei contatti che ho con la città.
C'è un mondo vastissimo di persone, di cittadini che, pur consapevoli che ci sono alcune
questioni che possono mettere a disagio o in difficoltà anche la propria persona, dall'altra
continuano a testimoniare una capacità di attenzione notevolissima.
Mi riferisco ai tantissimi dopo scuola che esistono in questa città, ai dopo scuola non
vanno solamente i figli delle persone straniere. Mi riferisco alle persone, alle cooperative, agli
enti che si occupano di giovani, magari segnalati dalle scuole perché bisognosi di un po' di
vicinanza, compagnia che disseminano di Centri di aggregazione o di Centri di vicinanza i nostri
quartieri che sono una presenza costante.
Mi riferisco alle tantissime persone che oltre al CPA, oltre ai corsi civici comunali, corsi
linguistici, fanno corsi di lingue per persone straniere perché una persona che conosce la lingua
non è capace solo di firmare un contratto, ma probabilmente è anche capace di capire che
cosa l'altro gli dice, forse è anche capace, posso dire, di sentirsi meno isolato, perché se
qualcuno offre qualcosa a qualcun altro è difficile che una mano, come dire, voglia picchiare la
mano che ti ha aiutato. Da questo punto di vista voglio dire che non la risolviamo solo noi con
uno sforzo titanico la situazione, noi 32 più noi 10, più i nostri 850 collaboratori, non funziona
così, noi insieme risolviamo la situazione, riconoscendo anche quanto fa la popolazione per
costruire il tessuto sociale, l'integrazione. E credo, da questo punto di vista, che possiamo
aiutarci. Io ho apprezzato molto, Consigliere Arbizzoni, il suo riferimento alla famiglia, che non

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c'è solo nel momento in cui deve dare da mangiare i propri figli o deve metterli in condizioni di
studiare, ma c'è anche nel momento in cui, con i propri figli, si mette a riflettere perché a
volte il fomite di certe situazioni marginali, di certe situazioni complesse nasce anche o dal
poco tempo che in famiglia riusciamo a dedicare o anche forse, dall'altra parte, da qualche
involontaria disattenzione, ma l'ha detto prima un Consigliere oggi fare i genitori è
complessissimo, lo è sempre stato, oggi forse ancora di più.
Io credo, da questo punto di vista, che questa sera obiettivamente il Consiglio
Comunale può avere fatto un passo avanti. Lo dobbiamo dimostrare ai nostri cittadini perché
non credo che i nostri cittadini abbiano bisogno di divisioni..., sfumature sempre, suggerimenti
in più sempre, ma non credo che i nostri cittadini abbiano bisogno della nostra divisione
rispetto a un tema così delicato e mi pare che questa sera la testimonianza, venuta da tutti
quanti, sia stata in questo senso. Grazie.
PRESIDENTE BERTOLA CHERUBINA
Grazie a tutti, buonasera. La seduta è tolta.

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